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«Quello stabilimento è illegittimo»

Chiappuella e Micheloni: insufficienti le autorizzazioni rilasciate

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CARRARA

«Il nuovo impianto industriale inaugurato dal Pignone ad Avenza è stato costruito senza rispettare il corretto iter autorizzativo e ciò potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità della popolazione».

Questo l’allarme lanciato dal consigliere provinciale di Identità Toscana Cesare Micheloni e dal portavoce comunale di Fli David Chiappuella in una una conferenza stampa.Secondo i due esponenti dell’opposizione sarebbe ipotizzabile un grave illecito a carico delle amministrazioni competenti, in quanto i banchi di prova utilizzati dal Nuovo Pignone per il collaudo dei suoi maximoduli a gas metano destinati all’Australia risulterebbero non a norma, perché, occupando una superficie di 8.750 metri quadrati, avrebbero dovuto essere costruiti solo dopo lo svolgimento della procedura per la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (Via) da parte della Provincia, ente competente in materia, che invece non risulta essere mai stata attivata.

A stabilire questa prescrizione, valida per le aree di prova superiori ai 500 metri quadrati, è la legge regionale 10/2010 che obbliga anche il soggetto proponente a richiedere con apposita domanda l’attivazione della procedura di assoggettabilità a Via. Secondo Chiappuella il Pignone, superando di oltre 17 volte i limiti stabiliti dalla legge, avrebbe dovuto allegare a tale richiesta anche un progetto preliminare dell’impianto, corredato da uno studio ambientale, di cui però non si risulterebbe traccia. «L’unico permesso che il Pignone ha avuto per effettuare questi lavori -ha rivelato il finiano- è un provvedimento autorizzativo unico rilasciato dal Comune di Carrara il 20 dicembre 2010 per la ricostruzione conservativa di una palazzina esistente in area Yard ed adibita ad uffici, con possibilità di realizzare anche nuove plateee e vasche. Ma l’iter autorizzativo necessario alla costruzione dei maxi moduli non può essere surrogato da un semplice permesso edilizio». «La legge regionale -ha aggiunto Micheloni- prevede anche che i progetti sottoposti a procedura di assoggettabilità a Via debbano obbligatoriamente essere soggetti anche alla valutazione ambientale strategica (Vas). Stando così le cose, la decisione del Comune di Carrara, secondo il quale per la variante urbanistica relativa al nuovo insediamento del Pignone non è necessaria la Vas, è illegittima».

Micheloni, che ha annunciato un’interrogazione al presidente della Provincia Osvaldo Angeli per chiedere l’apertura di un’inchiesta pubblica sull’intera vicenda, ha poi anche ravvisato delle analogie tra il caso Pignone e quello di ErreErre. «In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad impianti industriali assai pericolosi, costruiti senza effettuare le verifiche relative alla Via».

«Dopo lo spaventoso incidente avvenuto sul metanodotto a Barbarasco - ha concluso Chiappuella- è tollerabile che una fabbrica che sarà rifornita da un gasdotto erogante ben 50mila metri cubi di metano l’ora sia stata costruita senza alcuna valutazione ambientale?».

(r.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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