Sicurezza
Decolla il master voluto da Slow Food per la Lunigiana
Si chiama “Saper per il futuro” e avrà dodici docenti Carlin Petrini: «L’agricoltura dipenderà da voi giovani»
di Riccardo Sordi
PONTREMOLI
«L’agricoltura è in un momento di grave crisi. Sta a voi giovani farla rinascere con onesta, qualità e amore».
È un grido di rabbia, di speranza e di passione quello che Carlin Petrini ha rivolto ai tanti presenti che si trovavano giovedì pomeriggio nella sala Gordon Lett del comune di Pontremoli. Il fondatore di Slow Food ha incantato la platea all’incontro che presentava l’avvio pratico del progetto “Saperi per il futuro - I giovani per la valorizzazione della Lunigiana” per la realizzazione di un master di agricoltura dedicato ai giovani che intendono impiegare le loro forze nel contatto diretto con la terra e la natura. Ma già il termine “master” ha creato qualche imbarazzo «Sono “lectio magistralis” - ha rivendicato con forza Petrini - perché a voi viene affidato in dote la più grande ricchezza: il sapere dei nostri avi».
E lo stesso Mario Cavellini, Fiduciario Slow Food Lunigiana Apuana, durante l’esposizione del progetto ha parlato di «travaso di saperi da otri pieni di conoscenza a beneficio dei più giovani che sono chiamati a mantenere vive le tradizioni e le ricchezze della nostra storia». Il “master” (a questo punto sono d’obbligo le virgolette) prevede un corso di otto mesi da gennaio ad agosto 2012, con cinque mesi di formazione teorica e tre di “pratica” sul campo.
I luoghi dei corsi.
I corsi si terranno all’agriturismo “Benelli” nella frazione pontremolese di Oppilo mentre nell’agriturismo “Ca’ del Lupo” a Traverde si terranno le lezioni per imparare la tecnica della cottura dei testi. Lo scopo finale è di raggiungere tre obiettivi: recuperare tecniche agricole non invasive e rispettose della natura; offrire ai giovani una possibilità di lavoro; e recuperare terreni incolti ed abbandonati.
Dodici i docenti.
I docenti saranno dodici per i quattordici partecipanti ai corsi (tra questi quattro laureati in Agraria e qualche laureando) che affronteranno varie tematiche: viticoltura, olivicoltura, realizzazione dei testaroli, apicoltura, utilizzo della castagna e della sua farina, norcineria, concimazione, cottura nei testi e storia della alimentazione nella Lunigiana. E su questo ultimo aspetto è intervenuto Luciano Bertocchi (docente dell’argomento), che ha preso la parola anche in rappresentanza del corpo docenti del Master : «I nostri avi sono riusciti a dare sostanza alla necessità creando piatti e prodotti per la sopravvivenza, da quella lezione dobbiamo ripartire per costruire, in questo caso, frutti della terra che mirino all’eccellenza».
L’intervento di Carlin Petrini
Ma, ed inevitabilmente non poteva essere che così, a richiamare la maggior parte dell’attenzione è stato l’intervento di Carlin Petrini che a tratti ha infiammato la platea con la sua verve e la sua pungente passione. «L’agricoltura rischia di morire. Per tre motivi: si è distrutto la biodiversità sempre nell’ottica della produzione massificata. Così si è preferito produrre tanto e senza badare alla qualità e distruggendo i prodotti tipici».
Un altro punto della difficoltà che sta vivendo l’agricoltura vanno richiamati alla gestione dell’acqua che – secondo Carlo Petrini – «sarà la causa delle prossime guerre. L’acqua è vita è troppo spesso viene sprecata senza senso e razionalità».
Insomma, una presentazione intensa, per una iniziativa che rende Pontremoli protagonista nel settore del futuro della alimentazione e della riscoperta delle tradizioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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