Il Tirreno

Danno fuoco al bagno della Finanza

Danno fuoco al bagno della Finanza

Distrutte 18 cabine che contenevano anche sdraio, ombrelloni e altre attrezzature di servizio allo stabilimento

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di Chiara Sillicani

MARINA DI MASSA

Ronchi trafitta ancora una volta. Al cuore. Due bagni crollano sotto il peso delle onde, uno è ferito dalle fiamme. Il fuoco travolge e distrugge parte del Lido del finanziere, proprio a due passi dall'Ida e dal Delfino, che le mareggiate hanno ridotto a scheletri di stabilimenti. E se quell'uomo, sprezzante del freddo, ieri sera non avesse deciso di sgranchirsi le gambe alla brezza, sul Lungomare, oggi del bagno non rimarrebbe che l'ombra. Invece il coraggioso passante a Ronchi c'era, le fiamme le ha viste alzarsi all'improvviso tra una densa coltre di fumo, stagliarsi nitide all'orizzonte nella notte. E ha dato immediatamente l'allarme.

Mancano pochi minuti alle nove e in un battibaleno davanti al Lido del finanziere ci sono proprio tutti: i carabinieri, la polizia e - in prima linea - i vigili del fuoco. La paura è tanta: gli stabilimenti distano pochi metri, tutto legno. Così a dare una mano arriva anche una squadra da Carrara. Con gli occhi immobili gli uomini della Guardia di Finanza: quello stabilimento è destinato a loro e da loro gestito. Una sorta di colonia, per dirlo in parole semplici, in cui finanzieri e familiari si godono, in estate, qualche ora di relax al sole.

Adesso dello stabilimento rimane solo una parte. Le fiamme si insinuano tra le cabine: ne cancellano 18. Passi Lungomare e il bagno sembra quasi a posto: le lingue sottoli di fuoco corrono tra le assi, ma risparmiano l'ingresso, la piccola veranda. Si insinuano, invece, tra il blocco di cabine più grande. Sfondano le porte, entrano e divorano tutto ciò che incontrano: il fuoco inghiotte ombrelloni e sdraio “in letargo”, in attesa della prossima estate. A fuoco anche gli spogliatoi. Una lotta di circa mezz’ora, un corpo a corpo con i vigili del fuoco, poi i pompieri vincono. Alle 21 e 40 inizia la bonifica dell’area. E’ il momento delle ipotesi. Le fiamme si levano lato mare, difficile pensare ad una sigaretta dimenticata o ad un corto circuito in uno stabilimento chiuso.

Non è esclusa, infatti, l’ipotesi dolosa anche se i vigili del fuoco non si pronunciano e mentre proseguono con la bonifica dello stabilimento, ripetono:«Le cause sono da accertare». Lo stabilimento sarà battuto palmo a palmo per verificare l’eventuale presenza di matariale che possa essere servito per dare alle fiamme sdraio e cabine. Un incendio, quello del Lido del finanziere, che preoccupa. E non soltanto perchè ferisce un tratto del litorale, quello di Ronchi, già messo a dura prova dall’erosione, ma perchè arriva dopo altri incendi. Quelli sì, tutti dolosi. Prima ad un pub, poi ad un cantiere navale . Adesso le fiamme si alzano in uno stabilimento. Della Finanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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