La manifestazione
Convivere porta 330mila euro
Fondazione Crc soddisfatta: anche se le erogazioni scendono del 30%, il festival è confermatissimo
di Cinzia Chiappini
CARRARA
L'ultima edizione di Convivere, il festival della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, ha portato all'economia della zona interessata un valore aggiunto di 326mila euro, partendo da un investimento iniziale di 221 mila euro (al netto dei chacet degli ospiti): lo dicono i risultati dello studio commissionato dalla stessa Fondazione all'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio.
Dati che il presidente della Fondazione, Alberto Pincione, ha definito «oltre le aspettative», incassando un risultato positivo alla vigilia della partenza dei lavori per l'edizione 2012, che vedrà la luce in una fase non certo positiva: se la congiuntura generale è all'insegna dell'austerity, anche la Fondazione ha iniziato a “tirare la cinghia”, annunciando nel documento di previsione per l'anno in corso una riduzione del 30 per cento delle erogazioni, rispetto al 2011, fermandosi a quota un milione e 140mila euro.
«Per Convivere non è previsto alcun ridimensionamento» ha garantito il presidente Pincione, preannunciando che questo sarà possibile anche grazie all'arrivo di sponsor importanti. E in attesa di sapere qualcosa in più sulla prossima edizione, i vertici della Fondazione hanno potuto esultare sui risultati della sesta: il numero delle presenze è in costante aumento e ha raggiunto nel 2011 quota 18mila visitatori, con un pubblico composto da molte donne (54%), e più in generale da persone con un alto livello di istruzione (60%) e in età avanzata (37%).
Buona anche la capacità di attrazione del Festival, che ha un discreto livello di fidelizzazione (63% dei partecipanti aveva già seguito qualcuna delle precedenti edizioni) e non è un evento per soli carraresi, con il 51 per cento dei visitatori originario di fuori città (18,5% dalla Toscana, 16 dalla provincia di Massa-Carrara, 16% dalla Liguria e il 10 per cento da altre regioni): a queste persone, i ricercatori dell'Isr hanno chiesto di assegnare un voto (su una scala da 1 a 10) alla “location” del Festival, ottenendo risposte non certo sorprendenti.
Se Carrara viene promossa a pieni voti per bellezza (7,7) e ristorazione (6,8) e riesce a strappare la sufficienza su prezzi (6,1) e accoglienza (6,1), su altri fronti arrivano le bocciature, in qualche caso sonore: la nostra città incassa infatti un 5,7 per l'informazione turistica, un 5,4 per i parcheggi e un impietoso 4,6 per la ricettività.
Ma nonostante qualche intoppo, magari per trovare un posto auto o una camera d'albergo, chi è venuto ad assistere alle iniziative di Convivere – carrarese e non - ha speso, soprattutto tra bar e ristorazione: dei 283 mila euro “sborsati”dal pubblico del festival, almeno il 45 per cento è stato speso in pranzi, cene, aperitivi e caffè, mentre il 37 per cento è andato in shopping vero e proprio. E a conferma del successo “economico” di Convivere, il presidente dell'Isr Alberto Ravecca ha snocciolato un altro numero: «Il moltiplicatore della manifestazione è stato di 4,2, questo significa che per ogni euro di investimento, il Festival ne faceva muovere più di quattro».
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