La manifestazione
«Niente aste per i bagni nel decreto Monti»
Il ministro Gnudi rasserena gli animi: sulle concessioni ogni 4 anni il governo ci sta ripensando
MASSA
L’ansia è tale che basta una parola per scatenare reazioni. E così, quando il ministro del turismo Piero Gnudi annuncia ai senatori che nel decreto sulle liberalizzazioni non ci saranno le spiagge, partono le telefonate ai balneari.
«Il ministro ha assicurato che il decreto non parlerà di spiagge», affermano all’unisono la senatrice Manuela Granaiola (Pd) e il senatore Cesare Cursi (Pdl). Non una vittoria, ma gli stabilimenti si sentono meno sotto tiro. Anche perché sembra proprio che la messa a gara delle concessioni demaniali ogni 4 anni, sia stata cestinata. Di fronte alla commissione industria di Palazzo Madama, Gnudi ha spiegato che «c’è un problema con gli stabilimenti balneari, perché come si fa si sbaglia, ma non si possono dare concessioni di 4 anni perché così si rischia di bloccare gli investimenti e in 4 anni non si ammortizza neanche una sdraio. Bisogna stare attenti con l’Unione europea - ha avvertito il ministro - a non incappare in una nuova procedura d’infrazione e forse bisogna anche dire che in passato le concessioni sono state date a prezzi a troppo bassi. Anche gli adempimenti fiscali non sempre sono stati perfetti. Però - ha osservato - credo che l’allungamento delle concessioni potrebbe essere un’occasione per ridare tranquillità agli imprenditori, consentendo investimenti». Parole che, a naso, confermano le ipotesi di un 4+4 per la durata delle concessioni.
Sindacati e titolari degli stabilimenti continuano a non fidarsi: «Le gare delle concessioni ogni 4 anni restano qualcosa di inconcepibile - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti - e se il decreto non le contiene, meglio così. Ma non mi sento tranquillo. Nessuno crede alla favola che sia stato un errore, credo che l’argomento sia ben presente sul tavolo del governo. Comunque, in attesa di notizie ufficiali aspettiamo, e rimaniamo fermi sugli appuntamenti che erano stati fissati in precedenza». E cioè: un documento con le richieste da consegnare al governo entro il 31 gennaio e un incontro con i ministri Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi (responsabile dei rapporti con l’Ue) il 23 febbraio.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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