Attenzione
Magrini, il re dei sughi investe e si allarga
A 87 anni il titolare de Le Delizie apre un nuovo stabilimento in via Catagnina con tecnologie d’avanguardia e uno show room per prodotti bio e vegetariani
di Claudio Figaia
MASSA
Largo ai “vecchini” dell’imprenditoria. Sono loro, almeno qui a Massa, a investire e scommettere sul futuro. E a dimostrare che qui sotto le Apuane la crisi si può battere e si può guardare al domani. Nonostante (anzi alla faccia) l’anagrafe.
Lo ha fatto Filiberto Scarpellini, diventato papà della multisala Splendor a 96 anni suonati. Lo sta facendo Cesare Magrini, che di anni ne ha “soltanto” 87. Magrini è un tranquillo signore che ha tutta l’aria del pensionato. In realtà è un imprenditore di quelli che hanno avuto un’idea e l’hanno saputa trasformare in un business.
Lui l’idea l’ha avuta a tavola: sposato con una genovese, nella capitale ligure ha vissuto a lungo. Innamorandosi della cucina della Riviera. A cominciare dal pesto.Tornato a Massa con la famiglia, ha deciso di aprire un laboratorio artigianale per la produzione di sughi, pesto alla genovese, ma non solo. La sua aziendina si è via via ingrandita, il suo marchio “Magrini-Le Delizie” si è affermato a livello nazionale, ha trovato spazi anche sui mercati esteri, è entrato nei supermercati, è diventato un prodotto apprezzato da migliaia di clienti. Il suo stabilimento in zona stazione è un modellino di efficienza e di capacità di stare sul mercato.
Poteva dunque fermarsi qui e godersi i frutti del suo lavoro, il signor Magrini. Invece, no. Ha deciso di far crescere la sua impresa, di allargarsi e fare “qualcosa di più”. Che sta nascendo in via Catagnina (all’angolo con via Uliveti). Un nuovo e molto più grande stabilimento per la produzione di pesto& C. 2.200 metri quadrati di superficie al coperto, 4mila di piazzali e giardino; tecnologie avanzate in tutta la filiera produttiva con grande attenzione alla sicurezza (già dal 2002 la Magrini ha ottenuto il riconoscimento qualità con la certificazione UNI EN ISO 9002 successivamente ampliata in UNI EN ISO 9001:2000.
Soprattutto, però, l’attenzione è per le materie prime.
Il pesto, ad esempio, proviene da coltivazioni selezionate di Albenga (Savona) dove non si utilizzano prodotti chimici o di sintesi. Anche i pinoli arrivano da Genova (e da Pisa). «Soltanto con una severa selezione dei prodotti base si possono ottenere prodotti finali di alta qualità», spiega Magrini.
Ma il nuovo stabilimento è ancora qualcosa di più. Magrini ha estratto dal cilindro della sua quarantennale esperienza un’idea di quelle “trendy”. Uno show-room con degustazione dei prodotti delle Delizie e non solo. In un locale tutto a vetri a fianco dello stabilimento aprirà un locale in cui si potranno degustare prodotti biologici, vegetariani e vegani.
La Magrini conta unaquindicina di dipendenti, in parte ad alta specializzazione, e fattura sui 5 milioni di euro l’anno. Ora, con l’apertura del nuovo centro di via Catagnina, punta ancora più in alto. A raddoppiare o triplicare il fatturato – «possiamo arrivare a produrre per 15 milioni» – dice senza scomporsi il signore del pesto.
L’investimento in via Catagnina è stato dell’ordine dei 2,5 milioni di euro. Non pochi, soprattutto in tempi come questi. «Avessi saputo che saremmo arrivati a questo po’ po’ di crisi, forse non l’avrei fatto.Ma ormai siamo in ballo, anzi alla fine del ballo. Se tutto va bene, tra una quindicina di giorni inauguriamo».
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