La manifestazione
Il comitato: la relazione è piena di omissioni
CARRARA Omissioni, valutazioni che sfiorano il ridicolo, tentativi goffi di difendere una parte, affermazioni di gravissima leggerezza e ancora spiegazioni non date, per finire con un'assoluzione...
CARRARA
Omissioni, valutazioni che sfiorano il ridicolo, tentativi goffi di difendere una parte, affermazioni di gravissima leggerezza e ancora spiegazioni non date, per finire con un'assoluzione generale della pubblica amministrazione: così il Comitato per la Difesa del Politeama descrive i contenuti della relazione presentata lo scorso 29 dicembre dalla commissione d'indagine sul Politeama, l'organismo composto dai consiglieri comunali carraresi e presieduto da Iginio Dell'Amico. Una bocciatura senza appello, come avevamo anticipato ieri, che oggi con la replica nero su bianco del comitato si arricchisce di spiegazioni e precisazioni. «Non ci interessa poi tanto sottolineare come le 10 pagine redatte dalla commissione rincorrono delle improbabili giustificazioni per i proprietari che si sono rivelati inetti speculatori, per i loro progettisti incapaci e per le amministrazioni che hanno chiuso due occhi – scrivono i “difensori” del Politeama - noi tutti cittadini di Carrara abbiamo coscienza che le azioni condotte nel tempo dai responsabili non hanno giustificazione morale, anche se cavilli di vario tipo tentano di giustificarle». Azioni, esemplificano dal comitato, come quelle che hanno portato alla chiusura del Verdi: «Il teatro e anche il cinema hanno smesso di funzionare nel 2006, già prima che avvenisse lo schiacciamento del pilastro dell'atrio nel 2008 – denuncia ancora il documento del comitato - e sappiamo che il motivo sta nelle numerose opere edilizie, autorizzate o condonate che ne hanno mutilato la funzionalità». Ma su questo la commissione di Dell'Amico non si è soffermata abbastanza, dicono ancora i “difensori” del Politeama, che al di là delle «improbabili promesse di recupero e di riapertura del teatro», chiedono all'amministrazione carrarese come e dove reperirà i finanziamenti per questo intervento, in che modo saranno recuperati gli spazi venduti a terzi o come si potranno «obbligare gli scriteriati proprietari attuali del teatro a ripristinare quanto distrutto». E in attesa della risposta di piazza 2 giugno, il comitato chiude con un messaggio di consolazione per tutti i carraresi: per fortuna i consiglieri della commissione, questa volta, non hanno preso gettoni per il loro lavoro!
(c.ch)
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