Sicurezza
I connazionali del tunisino ucciso chiedono giustizia
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SARZANA
Circa 80 persone appartenenti alla comunità marocchina e ai Collettivi universitari antagonisti hanno sfilato ieri a Pisa per le vie del centro per esprimere solidarietà alla famiglia del 21enne marocchino Karim Azoz, ucciso dalla polizia stradale nella notte tra lunedì e martedì nei pressi di Sarzanadopo un inseguamento in autostrada. L'iniziativa, promossa dalla Comunità marocchina pisana, voleva testimoniare la vicinanza al fratello della vittima che vive a Pisa e chiedere giustizia per l'accaduto, criticando la polizia stradale per avere sparato. Il nordafricano è rimasto ferito mortalmente dopo che gli agenti hanno aperto il fuoco quando gli occupanti della Volvo avevano tentato la fuga a piedi lungo i campi dell'autostrada A12. I marocchini che hanno sfilato in corteo hanno esposto cartelli e striscioni contro il razzismo e chiesto giustizia per Azoz, il connazionale ucciso. Durante la manifestazione sono anche stati scanditi slogan contro la polizia e al termine alcuni nordafricani si sono dati appuntamento a oggi alla stazione di Pisa per raggiungere in treno La Spezia dove dovrebbe svolgersi un'iniziativa analoga.
Intanto, si è tenuta l’udienza di convalida per i due arrestati nella notte, sorpresi nell’auto: per il momento, per l’accusa di spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale: Fazaa Bouguerra si è avvalso della facoltà di non rispondere e il suo avvocato ha prodotto l’interrogatorio fatto di fronte al pm nell’immediatezza dei fatti; Marco Barbato, di Altopascio, ha invece sostanzialmente ribadito che quella notte in auto erano in tre, lui alla guida, e che al momento del tamponamento il solo Azoz ha tentato la fuga.
A quanto emerge, i due agenti che si erano messi all’inseguimento del fuggitivo, Alessandro Mainardi e Roberto Bergamaschi, sono iscritti nel registro degli indagati.
Il racconto fornito dalla polizia contrasta quindi in maniera netta rispetto a quello dei due arrestati; secondo gli agenti in auto vi sarebbero state quattro persone, con un complice di Azoz fuggito insieme a lui e riuscito a dileguarsi.
Un altro momento senz’altro importante ai fini dell’inchiesta è in programma oggi pomeriggio quando il medico legale Susanna Gamba effettuerà l’autopsia sul corpo del giovane tunisino.
L’avvocato Sara Baldini, che assiste alcuni dei familiari della vittima, ha provveduto a nominare un perito che assisterà all’esame.
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