Il Tirreno

«Danni per milioni di euro»

Il sindaco di Tresana: impossibile quantificare ciò che l’esplosione ha distrutto

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di Fabrizio Palagi

e Cristiano Borghini

TRESANA

«Danni per milioni di euro: difficile, al momento, quantificare in soldoni l’effetto dell’esplosione, ma sta di fatto che il conto, già alto, sarà destinato a salire quando tutto verrà catalogato. Senza parlare poi dei danni alle persone rimaste ferite».

Il sindaco Oriano Valenti è appena tornato dall’ennesimo giro di perlustrazione nel devastato territorio che circonda la buca dove è esploso il metanodotto e sta avviandosi al summit in Comune voluto dall’unità di crisi della prefettura a cui partecipano le autorità e associazioni.

La testimonianza.

Frattanto, nella martoriata frazione di Mulino, il ritorno alla normalità è ancora un sogno irrealizzabile.

«Sembra la guerra», queste sono le parole di un’anziana residente, una frase che riporta alla luce ricordi che si credevano sepolti, ma che ora in maniera prepotente si riaffacciano quando lo sguardo si posa sul paesaggio. Le case devastate dal mare di fiamme scaturite nell’incidente, l’odore dell’incendio è ancora un fantasma che volteggia nell’aria e il terreno arso dal devastante calore.

In questo paesaggio il sindaco Oriano Valenti e il prefetto Giuseppe Merendino hanno compiuto un sopralluogo per verificare l’entità dai danni subiti, e il percorso che si copre per ispezionare la zona fa notare immediatamente con quale forza l’esplosione abbia inciso sul territorio: il boschetto che cresceva sulla riva opposta di fronte al metanodotto è completamente bruciato dall’incendio.

Sulla collinetta, proprio dirimpetto al condotto, si trovava al casa di Luigi Ringozzi, completamente distrutta, e lui è lì che controlla quanto si possa salvare: «Stiamo ancora tremando - racconta Ringozzi - l’unica fortuna è che non ci trovavamo nell’abitazione, eravamo a Carrara a pranzo fuori, questa è l’unico risvolto positivo. Vivo qui dall’età di sei anni, sono nato a Firenze, ma quasi tutta la mia vita l’ho passata qui, il morale è basso, questo incidente lascerà un segno per tutta la vita. Non riesco a capacitarmi di come possa essere successo, io mi guardo intorno e vedo solamente distruzione, com’è stato possibile che questo sia accaduto?».

Summit in Comune.

Concluso il giro di controllo, riunione in municipio. Qui assieme al sindaco e al prefetto sono presenti anche i sindaci degli altri Comuni colpiti trasversalmente da questo incidente, oltre ai vertici di carabinieri e del Corpo Forestale. Il terreno intorno al gas dotto è posto sotto sequestro, in attesa che la Asl completi i rilevamenti, serviranno almeno quattro giorni per la procedura, i tecnici della compagnia del gas, assicurano l’intervento in tre giorni, quindi in totale si dovrebbe attendere una settimana per iniziare i lavori di ripristino dell’impianto.

Questa attesa però spazientisce Paolo Grassi, sindaco di Fivizzano, che questo intervento venga eseguito in 24, massimo 48 ore. Ancora più imperativa la richiesta del consigliere regionale Loris Rossetti che si rivolge all’azienda del gas: «Il disastro lo avete creato voi, a voi spetta la responsabilità di riparare ai danni provocati, non all’Ente o alla Provincia, io chiedo una soluzione rapida e in tempi brevi».

Incontro in prefettura.

Il prefetto Giuseppe Merendino e il procuratore capo Aldo Giubilaro hanno poi avuto un incontro in prefettura con il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi in merito alla situazione delle due cartiere fivizzanesi costrette a restare chiuse per mancanza di gas, con la conseguenza di far restare a casa un’ottantina di dipendenti.

«Assieme al procuratore Giubilaro - dice il prefetto - siamo giunti alla decisione che, per snellire i lavori per il riallaccio del gas in tutta la Lunigiana rimasta senza tale servizio, parte della zona dell’esplosione venga provvisoriamente dissequestrata. Perciò riteniamo che in 2-3 giorni tutto tornerà alla normalità, almeno per ciò che riguarda l’erogazione del metano».

Il controllo dell’Asl.

Maura Pellegri, responsabile del dipartimento prevenzione Asl dice: «Abbiamo effettuato un rilievo sul luogo per renderci conto di quanto accaduto, al fine di evitare disastri simili in futuro. Sulla cause farà luce l’inchiesta. Mai più un incidente simile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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