Attenzione
Nuovi posti di lavoro alla ditta Costa
L’azienda albianese per lo smaltimento dei rifiuti vince un nuovo ricorso al Tar, e apre a possibili assunzioni
di Gianluca Uberti
AULLA
La ditta Costa vince un nuovo ricorso al Tar, questa volta contro il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana e la Provincia di Massa Carrara.
Praticamente, dopo la nuova vittoria legale sancita dal Tribunale amministrativo regionale, la ditta Costa ha ottenuto che i rifiuti provenienti dall’Acam di La Spezia per essere lavorati, quando escono dagli impianti di Albiano Magra vengano classificati come speciali, non come urbani.
Tradotto significa che quei rifiuti potranno, da ora in poi, essere conferiti dappertutto e non soltanto nella discarica di Scarpino a Genova, come, invece, sancivano gli accordi interregionali .
Proprio quelli contro cui ha presentato (e vinto) ricorso l’Impresa Costa Mauro sas.
A spiegare le cose, sintetizzando le dieci pagine di sentenza del Tar, è Mauro Costa, patron della ditta che lavora rifiuti da quindici anni ad Albiano Magra, il quale non nasconde che le nuova sentenza favorevole consentirà ulteriori guadagni alla sua azienda, rendendo possibili future assunzioni.
«Ora a lavorare qui – dice Mauro Costa, raggiunto telefonicamente – ho quarantadue persone, ma potrebbero arrivarne altre». Insomma si annuncia uno spiraglio in termini di occupazione.
Una situazione florida quella descritta da Costa, nonostante il contenzioso aperto con la ditta Aimeri, che si occupava della raccolta differenziata dei rifiuti per conto della Comunità Montana in tutti i Comuni lunigianesi.
«La Aimeri – aggiunge Costa – ci deve ancora 500mila euro e stiamo attendendo che il Tribunale ci dica che cosa dobbiamo fare. Tra l’altro, da loro non riceviamo pagamenti da maggio dello scorso anno».
Una vicenda complessa. Ricordiamo che proprio nel maggio scorso i mezzi della Aimeri si erano trovati i cancelli sbarrati alla ditta Costa, riuscendo ad entrare soltanto dopo cinque giorni in cui i rifiuti erano rimasti sui mezzi parcheggiati nell’area di Boceda di Mulazzo, trasformandosi in mini discariche su quattro ruote.
Da sottolineare, infine, che il respingimento dei mezzi della Aimeri era stato il tema di una “denuncia” della Cgil. «Mezzi respinti perché – spiegava Angelo Fruzzetti, responsabile provinciale dei servizi pubblici della Cgil – ci sono Comuni lunigianesi che non pagano la loro quota per lo smaltimento all’Impresa Costa Mauro sas».
Fruzzetti non si era sbottonato nel modo più assoluto su quali sono i Comuni inadempienti. Ma il messaggio era stato lo stesso molto chiaro, e a completa tutela dei lavoratori.
«Di certo questa è una situazione che dimostra – aggiungeva Paolo Guerra, segretario provinciale funzione pubblica della Cgil – l’assenza di una politica provinciale dei rifiuti e di un piano industriale serio sulla questione».
Ma quello che maggiormente premeva al principale sindacato italiano è tutelare i lavoratori Aimeri che rischiano il posto.
«Poiché la gente, non vedendo più passare i mezzi, potrebbe tendere – spiegava Fruzzetti – a dare la colpa ai lavoratori, ma loro si trovano fra l’incudine e il martello, stretti nella morsa di Comuni che non pagano, poiché senza soldi a causa dei tagli del governo Berlusconi e di allegre gestioni precedenti, e del fatto che hanno dovuto garantire la reperibilità anche durante i giorni in cui i cancelli della ditta Costa sono rimasti chiusi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
