Toscana
Lacrime e musica per dire addio a Luca
Centinaia di persone al funerale del giovane morto in un incidente. Gli amici: «Si divertiva con poco, era uno di noi»
di Melania Carnevali
MASSA
C’erano la mamma, il papà e la sorella. C’erano i parenti, c’erano anche i semplici conoscenti. Ma c’erano soprattutto gli amici. Tantissime persone nella chiesa di SAn Pio X hanno voluto salutare per l’ultima volta Luca Campanini, il ragazzo morto in un incidente stradale in via Massa Avenza domenica sera. Erano passati pochi minuti dalle 15 quando il carro funebre con il feretro di Luca arriva a San Pio X per il funerale. Era un ragazzo normale e così lo hanno voluto ricordare quelli che gli stavano accanto: uno che rideva, scherzava e voleva un mondo di bene alla sua famiglia, ai suoi amici, alla sua ragazza. Un giovane dei nostri tempi, che suona il campanello degli estranei per poi sghignazzare con gli altri al bar. Oppure che faceva le ore piccole, tanto per stare un altro po’ a chiacchierare. Un ragazzo come quel,li che lo hanno salutato per l’ultima volta con un applauso e con la musica del suo gruppo preferito: gli articolo 31.
Ad aspettarlo, per dargli l'ultimo saluto, centinaia di persone. C'erano anche gli operai della Eaton, presenti per esprimere il loro cordoglio al padre (anche lui ex tuta blu della multinazionale). C'era chi nascondeva lacrime dietro gli occhiali da sole e chi invece mostrava a viso scoperto la propria espressione di incredulità, ma tutti accumunati da un sentimento unanime: il dolore collettivo e, allo stesso tempo, atroce sofferenza individuale di fronte alla perdita di un figlio, un fratello, un amico. L'arrivo della bara è accolto da un applauso, poi gli amici ripongono su di essa una maglietta bianca con le loro firme, come a dimostrare che un pezzo della loro vita se ne va via con lui.
La chiesa è gremita, molti sono costretti a rimanere fuori. Il parroco, don Alvaro Giannetti, inizia la sua omelia paragonando il saluto al ragazzo al saluto che «si faceva agli emigrati che cento anni fa sono partiti per l'America. Si sapeva che non sarebbero tornati e questo faceva soffrire, ma si sapeva che da qualche parte erano».
Poi è il turno degli amici di infanzia di Luca che lo salutano ripercorrendo brevemente gli anni di vita passati insieme. E si sente dire con la voce strozzata di chi avrebbe solo voglia di piangere: «Dalle suonate ai campanelli, al ritrovo in piazza, ai pub, ne abbiamo fatte tante insieme, Luca. E noi ti ricorderemo sempre con una risata, perché è questo che ti rappresenta di più». Le parole degli amici hanno emozionato tutti: amici, parenti e anche chi, Luca, lo conosceva solo di vista. Perché la scomparsa di qualcuno è sempre "strana" e "insensata" e ancora di più lo è quando ad andarsene è un ragazzo di soli 21 anni, con la sua innocenza e il suo futuro pieno di decenni da vivere, lasciando un vuoto incolmabile.
All'uscita della messa altri amici stavano aspettando, per dare il loro addio a Luca, con musica a tutto volume e striscioni con scritto: "Il tempo cancella tutto, ma non i ricordi". E con sottofondo "Spirale Ovale" degli Articolo 31 si sente urlare da ogni dove con voci che lasciavano trapelare una profonda disperazione: "Ciao Luca". Un altro applauso e il carro funebre riparte per Turano. Ancora lacrime, ancora commozione. E infine il messaggio degli amici: «È per te questo bacio nel vento, te lo manderemo lì con almeno altri cento. È per te questo fiore che abbiamo scelto, te lo lasceremo lì sotto un cielo scoperto. Mentre guardiamo lassù, sta passando gennaio e tu hai vent'anni per sempre».
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