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«Ho pensato al terremoto o che fosse caduto un aereo»
TERRAROSSA Saverio Beghé di 21 anni, abita a Terrarossa, davanti a Barbaraasco: «Erano circa le 14, stavo studiando e ho sentito un boato e le finestre che tremavano, assieme alle inferriate....
TERRAROSSA
Saverio Beghé di 21 anni, abita a Terrarossa, davanti a Barbaraasco: «Erano circa le 14, stavo studiando e ho sentito un boato e le finestre che tremavano, assieme alle inferriate. Subito ho pensato a un terremoto o ad un aereo che fosse caduto, ho sentito un rumore che continuava, anche se più leggero, come un brusio. Ho guardato dalla finestra e ho visto tanta gente che, come poi ho fatto io, stava uscendo di casa. Mi sono spostato di lato, da un altra finestra ho visto una fiamma altissima. C’è una casa di fronte alla mia e la fiamma la sovrastava del doppio. In neanche due minuti, una marea di gente per strada che guardava cosa stava succedendo. Si è alzato come un fungo atomico, e piano piano nel giro di dieci minuti c’è stato tutto un passaggio di pompieri, ambulanze, carabinieri e polizia, poi si è vista la fiamma che si spegneva».
Il giovane continua: «Più tardi Luciano Ringazzi, che ha perso la casa, il trattore che gli aveva venduto mio padre, la stalla con dentro le mucche.
Io abito a un chilometro , ma alcuni miei amici sono venuti da Filattiera, che dista 15 chilometri: avevano sentito il botto, e poi su Facebook hanno cominciato a girare foto e video del disastro. In poco tempo la notizia si è diffusa. Alcuni miei compagni dell’università di Parma mi hanno contattato per sapere se stavo bene».
Beghé racconta anche che dopo l’esplosione sulle case di Terrarossa «c’è stata una pioggia di cenere delle piante bruciate. La prima impressione avuta: “ sta cadendo un aereo, un terremoto”. Qui a ottobre c’è stata l’alluvione: ebbene, oggi ho sentito un rumore simile, un sibilo forte. Ma non era acqua, era il gas incendiato».(c.ca.)
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