Il Tirreno

L’ITALIANO ARRESTATO

Ha scontato 10 mesi di carcere per lesioni e minacce

Ha scontato 10 mesi di carcere per lesioni e minacce

SARZANA Tra gli arrestati c’è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: Marco Barbato, 41 anni, nato a Pescia e residente ad Altopascio. Barbato venne arrestato una prima volta il 14 ottobre...

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SARZANA

Tra gli arrestati c’è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: Marco Barbato, 41 anni, nato a Pescia e residente ad Altopascio.

Barbato venne arrestato una prima volta il 14 ottobre 2009. Accusato di aver appiccato il fuoco al capannone che ospitava il calzaturificio degli ex datori di lavoro della moglie causando danni a merci e macchinari per oltre 500mila euro. Il motivo? Venner ascoltati, come persone informate dei fatti, i titolari della piccola azienda a conduzione familiare. Un mese prima dell’incendio Barbato armato di una mazza da baseball si presentò in azienda e minacciò uno di loro. Che spaventato si rifugiò nell’abitacolo di un furgoncino della ditta. Lì venne raggiunto da Barbato che con furia inaudita scaricò la sua rabbia contro la carrozzeria e i vetri del pulmino della ditta causando danni per alcune migliaia di euro. In soccorso dell’imprenditore si precipitò il fratello che venne colpito con la mazza. Prima di allontanarsi dal calzaturificio - stando all’accusa - lanciò la sua minaccia. «Vi brucio il capannone». E sulla base di quella minaccia gli inquirenti, attraverso intercettazioni telefoniche, arrivarono a controllare il traffico dell’uomo che proprio nell’orario in cui scoppia l’incendio (alle 2 di notte tra il 29 e il 30 luglio) si trova a 7-800 metri dal luogo in cui si sviluppano le fiamme. Nel maggio 2010 la Mobile rintraccia e trae in arresto Barbato ricercato per scontare 10 mesi e 10 giorni di reclusione per lesioni aggravate, danneggiamento e minacce gravi. Reato riferito all’aggressione dei proprietari del calzaturificio di Segromigno. Esce dal carcere nel 2011. Adesso dovrà spiegare ai magistrati liguri cosa ci faceva in quell’auto .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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