Il dolore
E ora si dimettano il presidente e il Cda della Fondazione
Futuro e Libertà per l'Italia, visto quanto prescritto dallo Statuto dell'ente in merito alla gestione delle sue risorse, chiede le dimissioni ovvero la rimozione dalle rispettive funzioni del...
Futuro e Libertà per l'Italia, visto quanto prescritto dallo Statuto dell'ente in merito alla gestione delle sue risorse, chiede le dimissioni ovvero la rimozione dalle rispettive funzioni del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara avv. Alberto Pincione e di tutto il suo Cda con contestuale commissariamento dell'ente. La situazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, istituto nato grazie alla legge Amato-Carli del 1990, è oramai precipitata sul baratro del "disastro economico" grazie all'inerzia del sistema politico "associato" carrarese: il Cda dell'ente non è infatti rappresentato da competenti tecnici di settore ma da parcheggiati "ex politici" sul viale del tramonto e "manuale Cencelli alla mano". Premesso che le Fondazioni nascono per dar corso "ad opere di pubblica utilità in campo sociale, culturale, umanitario, sanitario e ambientale" si evince dai bilanci di esercizio consultabili sul sito della nostra Fondazione che essa, il 23 maggio 2007, senza calcolare l'abnorme rischio economico, ha emesso e sottoscritto un titolo della Société Générale con durata di 8 anni e scadenza il 6 luglio 2015. A partire dal febbraio 2008 come è noto, l’ente, contravvenendo all’articolo 4 comma 3 del suo Statuto, che richiama gli amministratori ad una “sana e prudente gestione”, ha effettuato degli investimenti ad altissimo rischio sul mercato dei derivati, come quello che, scaduto lo scorso 21 febbraio, ha portato all’acquisto dei titoli sottostanti di Unicredit e Banca Intesa per 24,2 milioni, con il risultato che, in caso di vendita, si determinerebbe una minusvalenza complessiva da oltre 18 milioni di euro. Se poi pensiamo che sotto l’attuale presidenza la componente azionaria della nostra Fondazione è salita a quasi la metà degli investimenti, non si riesce proprio a capire perché il Ministero dell’Economia, che istituzionalmente deve controllare i bilanci e le operazioni delle fondazioni, non abbia mai mosso rilievi di sorta sulla gestione finanziaria dell’ente. Futuro e Libertà chiede di capire se ci siano stati e di che natura siano stati i rapporti di lavoro tra la Fondazione e lo Studio Prometeia, società specializzata nelle consulenze economico-finanziarie. Ciò premesso annunciamo per la mattina di venerdì 20 gennaio dalle 10 alle 13 un sit-in di fronte alla Fondazione - Palazzo Binelli in via Verdi e un volantinaggio a tappeto su tutto il Comune per denunciare il reale stato economico dell'ente. Siamo pronti ad andare in Procura.
Nicola Franzoni, coordinatore Fli
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