Il Tirreno

Carrione, argini anti piene duecentennali

Carrione, argini anti piene duecentennali

Un muro in terra armata e un’area per lo stoccaggio dei sovraccarichi dei mezzi pesanti

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CARRARA

Moderne tecnologie sono state applicate nel cantiere della via dei marmi a Miseglia bassa, dove le opere stanno procedendo. C’è il cemento fresco dell’ultima gettata, dove poggerà l’impianto delle pese. Mentre l’impianto di lavaggio con asciugatoio ancora non mostra sulla via Carriona di Colonnata alcuna presenza di lavori. Quando questi inizieranno, spiega l’ingegner Mariani, l’attuale transito dei camion proprio sotto l’abitato di Miseglia bassa, verrà temporaneamente deviato fra l’area delle pese e il torrente Carrione. Ma lì, per ora, il percorso che dovrebbe innestarsi nuovamente sulla via Carriona di Colonnata, un po’ più a monte delle pese, non è completato. L’Enel deve fare dei lavori. «Siamo in attesa», dice Mariani.

Il tratto di Carrione, a fianco del cantiere, è stato sottoposto a sua volta a interventi: è stato costruito un muro in terra armata lungo diverse centinaia di metri. Il terrapieno è stato realizzato man mano che si alzavano pezzi di muro, una tecnica che permette di operare a strati e quindi di prevenire eventuali cedimenti.

«Il progetto – dice Mariani – è stato sottoposto all’Ufficio provinciale per la difesa del suolo. Abbiamo risagomato l’alveo per adeguarlo alle piene duecentennali». Ora il Carrione appare un rigagnolo, ma ha fatto paura durante l’alluvione del 2003.

Poco più a valle delle pese, ci sarà un’area destinata ai sovraccarichi: cioè allo scarico e allo stoccaggio temporaneo dei quantitativi di marmo che dovessero risultare, al controllo delle pese, in eccedenza rispetto al quantitativo consentito.

Dopo il controllo alle pese, i mezzi pesanti entreranno nel tunnel del lavaggio: «Quelli delle scaglie, verranno lavati anche all’altezza del cassone – spiega Mariani – mentre per quelli dei blocchi i getti d’acqua arriveranno ai pianali».

Insomma, un progetto complessivo da 1,9 milioni di euro che, stando alle premesse, dovrebbe ben funzionare. Resta l’interrogativo sull’impatto acustico del traffico pesante sotto le finestre degli abitanti di Miseglia bassa. La soluzione dei pannelli fonoassorbenti (tipo quelli che vengono installati lungo le autostrade) sembra poco percorribile visto che la sorgente rumorosa è più bassa del paese. «L’idea è quella di contenere la velicità dei camion, al momento altre soluzioni pronte non ce ne sono», conclude Mariani.(c.ca.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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