Il Tirreno

Ambulanti, flop dei saldi Le vendite sono in calo

Ambulanti, flop dei saldi Le vendite sono in calo

Rispetto all’anno scorso c’è una flessione: la gente chiede i prezzi e non compra Il profondo rosso si registra soprattutto nelle bancarelle di biancheria intima

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di Margherita Mazzarella

MASSA

Ha davanti il segno "meno" la prima settimana di saldi per gli ambulanti del mercato settimale di Massa e Marina di Massa: nei due giorni dedicati all'esposizione della merce lungo le strade, martedì a Massa e venerdì a Marina, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la maggior parte dei commercianti ha registrato un calo nelle vendite, ed in generale nell'affluenza di clientela. Complice piuttosto un maltempo altalenante e la crisi economica generale, ai banchi non si presenta molta gente, e quella che ci va ha ben pochi soldi in tasca.

Tra le bancarelle sono moltissimi i cartelli che espongono la scritta "saldi", "svendite", "sconti su tutta la merce", e spesso le proposte che si trovano sono realmente convenientia: «Non effettuo particolari sconti sulla merce nel periodo dei saldi - ha detto Giovanna Faita, che vende biancheria intima in una della bancarelle più centrali del mercato di Marina - perchè i miei listini sono costantemente piuttosto bassi per la tipologia di merce che vendo, ma quest'anno come non mai riscontro un calo del lavoro: offerte o non offerte, la gente non compra. In molti si fermano, guardano, chiedono, ma poi non comprano: la crisi c'è e si sente, e se la sento io, che vendo calzini e slip, significa che c'è realmente».

Anche chi vende maglieria e biancheria per la casa lavora poco, soprattutto in questa stagione: «E' chiaro che lavoriamo meglio durante l'estate - ha detto Pietro Ravenna, che partecipa ogni settimana anche ad altri mercati della zona - perchè i nostri mercati si rivolgono soprattutto alla Marine apuane e versiliesi, ma il lavoro inveernale non è mai stato scarso come quest'anno. Credo dipenda anche da altri fattori, non necessariamente legati alla nostra attività o all'oggettiva mancanza di contanti nei portafogli della gente: è aumentato tutto, dal carburante ai costi dei trasporti pubblici, quindi è anche possibile che molta gente non si sposti per venire a farci visita per questo». Secondo altri la concorrenza della grande distribuzione resta il nemico numero uno ma non è l'unica responsabile della crisi dei mercati: «Siamo in un momento in cui coincidono tanti fattori negativi - ha detto Gabriello Fabbri, titolare di un banco di calzature - e tutti ne facciamo le spese: noi ambulanti forse più dei colleghi stanziali perchè siamo penalizzati anche delle condizioni meteo, ma non è solo questo: la gente non ha soldi, e non ne ha per nessuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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