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Un testimone: «Soccorsi giunti in ritardo»

Un testimone: «Soccorsi giunti in ritardo»

L’uomo lo ha riferito alle forze dell’ordine. Il medico legale: il ragazzo non si sarebbe salvato lo stesso

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MASSA

C’è un piccolo giallo nei soccorsi prestati a Luca Campanini l’altra sera in via Massa Avenza, subito dopo l’incidente che è costato la vita al ventunenne Luca Campanini: un testimone ha detto alle forze dell’ordine che l’ambulanza del 118 è arrivata dopo venti minuti. Ieri il sostituto procuratore Rossella Soffio ha letto le carte e ha chiesto al medico legale Maurizio Ratti di verificare anche questo aspetto. Il dottore ha escluso che un eventuale ritardo dei soccorsi non avrebbe inciso più di tanto: Luca è morto sul colpo, i traumi facciale e cranico non gli hanno lasciato scampo. Il decesso è stato praticamente immediato. Ma la procedura da rispettare è quella di tentare la rianimazione per quaranta minuti prima di alzare bandiera bianca. E così hanno fatto, anzi la maggior parte dei testimoni ha raccontato come si è prodicato il medico del 118. Il pm comunque ha chiesto di acquisire le carte dell’intervento: dall’ora di chiamata al centralino all’arrivo effettivo dei volontari. Va detto subito che non è credibile il tempo riferito dal testimone che ha parlato di ritardi. Anzi, da una prima lettura del referto sembra che di minuti per raggiungere via Massa Avenza l’ambulanza ne abbia impiegati meno di dieci. Sarà l’inchiesta però a dire come sono andate le cose. In maniera definitiva. Va sottolineato poi come i familiari della vittima non abbiano voluto fare alcuna polemica.(d.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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