Il Tirreno

Riaperto a camion e bus il ponte di Torrano

Riaperto a camion e bus il ponte di Torrano

Finito l’isolamento degli studenti della frazione che frequentano gli istituti di Pontremoli

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di Andrea Bonatti

PONTREMOLI

Per un ponte che riapre, due strade aspettano i fondi da Roma per poter essere messe in sicurezza. Sembra un’emergenza infinita quella della viabilità in Lunigiana, con le frane che si sono susseguite in questi tre anni di alluvioni minacciando diverse strade, e la stessa vita delle frazioni a cui queste strade portano. Una buona notizia arriva da Torrano, una manciata di chilometri da Pontremoli, dove il ponte è stato riaperto ai mezzi pesanti sopra i 35 quintali. Ne beneficeranno gli scolari della zona: «Sulla frana di Torrano si è agito con il principio della somma urgenza - illustra il sindaco Lucia Baracchini - in modo da poter riprendere il prima possibile il servizio di scuolabus appena finite le vacanze natalizie. I lavori non possono dirsi conclusi, tuttavia ciò che è stato fatto finora garantisce il transito sul ponte a tutti i tipi di mezzi». Se Torrano può iniziare a sorridere, Cavezzana Gordana e Prà del Prete dovranno ancora attendere per vedere gli interventi previsti sui movimenti franosi che ne minacciano l’accesso. «Siamo in fase di progettazione preliminare - continua il sindaco - dopo che un mese fa ci sono stati assegnati i fondi previsti nell’accordo siglato tra Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente rappresentato dal commissario straordinario Pier Gino Megale, che devo dire sta facendo un ottimo lavoro. Quando da Roma arriveranno i soldi inizieranno i lavori con la speranza che siano definitivi, perché bisogna contare che si parla di una frana che risale all’alluvione del 2009-2010, su cui quella di quest’anno potrebbe aver creato ulteriori danni». Sono 700mila gli euro attesi a Pontremoli, 400 per Prà del Prete e 300 per Cavezzana, una spesa che sarà sostenuta a metà tra la Regione e il Ministero. L’accordo era stato stipulato nel novembre del 2010, ma nel luglio scorso lo Stato aveva annunciato la decurtazione di un 10% dei propri contributi nei primi momenti di burrasca finanziaria per il Paese, a cui si è tentato di porre rimedio con due manovre estive da svariate decine di miliardi di euro. «Stiamo cercando di dare risposte alla popolazione - conclude Baracchini - e mi piace richiamare il principio dell’attenzione alle frazioni più piccole, dove spesso rimangono a vivere i nostri anziani che portano con loro la cultura del rispetto del territorio. Se non interveniamo affinché le zone più periferiche non vengano abbandonate, la manutenzione dei boschi e dei torrenti ne risentirà tantissimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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