La manifestazione
Casa dello studente, ultimi ostacoli
All’appello manca il collaudo delle porte antincendio e dell’ascensore. L’Erp: ci siamo quasi
CARRARA
Che questo 2012 porti un po' di fortuna ce lo auguriamo tutti e, forse, ce ne sarebbe bisogno. Ad aver bisogno da tempo di un luogo più accogliente in cui risiedere e magari anche di una mensa nella quale poter consumare qualche pasto a prezzi più abbordabili sono gli studenti dell'Accademia di Belle Arti. Inaugurata nel lontano 2007, la Casa dello studente, seppur perfetta e super funzionale alla vista, fornita non solo di stanze impeccabili ma anche di numerosi laboratori dove gli studenti avrebbero potuto dar sfogo alla propria creatività, non ha aperto le sue porte neppure per un giorno, fatta eccezione per quello dell'inaugurazione. Per quasi 5 anni è sempre sembrato mancare un soffio all'apertura, con tanto di rimpallo di responsabilità da attribuire un giorno all'Accademia, un altro agli uffici del Dsu, a quelli comunali, all'Erp... addirittura ai Vigili del Fuoco che, si diceva, non avevano visionato i documenti per rilasciare le autorizzazioni. Di recente si è intervenuti sull'infrastruttura per salvarla dal decadimento, e ora sembra che, a breve, anche gli ultimi nodi verranno sciolti, oltre a chiarirsi le responsabilità.
Ciò che mancava all'appello erano i documenti comunali (l'accatastamento e il collaudo dell'impianto idrico antincendio) e quelli di Erp (il collaudo dell'ascensore e quello delle porte antincendio). Ora, se le certificazioni degli uffici di Piazza 2 Giugno, prima delle festività natalizie sono finalmente arrivate, all'appello mancano ancora quelle di Erp. «Le abbiamo sollecitate ancora alla ditta che si occupò dei lavori - afferma il direttore di Erp Giuseppe Lazzerini - contiamo di riceverle al più presto». Si tratta proprio dell'ultimo tassello, ma assolutamente fondamentale, dato che «solo quando sarà presente l'intera documentazione - come fa presente dal Dsu Elena Beisso - si potrà finalmente chiedere il parere ai vigili del fuoco per il Cpi (Certificato di Prevenzione Incendi). Fatto questo - aggiunge - sarà la volta del passaggio di gestione dal Comune, che è proprietario dell'immobile, al Dsu, ma in questo caso si tratta solo di una semplice formalità burocratica». Riguardo alla mensa invece i tempi sembrano delinearsi maggiormente, si è chiesto e si attende il parere di Arpat circa l'emissione di fumi, dopodiché sarà possibile presentare la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune.
Barbara Monaco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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