Finanza
Asl: 150 posti di lavoro a rischio
L’azienda delibera un piano di rientro da 18 milioni, tagli nei servizi in appalto e nel personale amministrativo
di Alessandra Vivoli
CARRARA
Un piano di rientro, già deliberato nel bilancio di previsione 2012, da 18 milioni di euro. Con la riduzione, prevista, di 150 posti di lavoro, fra quelli delle cooperative e il personale aziendale.
L’Asl ha intenzione di tirare la cinghia e ridurre i costi, soprattutto quelli legati ai servizi dati in appalto dall’azienda sanitaria, e quelli, invece, dell’apparato amministrativo.
Tradotto significa far calare la scure dei tagli sui posti di lavoro delle cooperative (il risparmio previsto è di 5 milioni di euro), in cui un centinaio di dipendenti sarebbero a rischio, e sul personale amministrativo (qui si vuole economizzare 2 milioni di euro), dove su 50 posti non sarà più praticato il turn over.
Un giro di vite imposto dal buco di bilancio e dalla Finanziaria che, come ha sottolineato a più riprese la direttrice generale, prevede di scendere, per quel che riguarda il personale, del -1,4% rispetto alla dotazione in organico l’anno precedente. Bisogna tagliare su tutto, anche sul personale.
In sostanza l’Asl non starebbe che applicando una logica, necessaria, del risparmio. Ma per il sindacato i conti non tornano: i confederali ne hanno parlato ieri mattina, nella palazzina di via Don Minzoni, nel corso di una riunione fiume con la De Lauretis che si è protratta dalle 10 fino alle tre del pomeriggio.
Il confronto si è concluso con un nuovo appuntamento, già in calendario per lunedì prossimo, ma intanto c’è chi, come Valerio Musetti, della Cgil, un messaggio chiaro ai vertici dell’azienda sanitaria l’ha già mandato: «Abbiamo chiesto alla direttrice di discutere un piano di rientro a 360 gradi e non fatto, come è successo fino ad oggi, solo a macchia di leopardo - spiega Musetti - A nostro avviso è necessario colpire di più gli sprechi, ad esempio la doppia dirigenza a Massa e a Carrara, e meno l’occupazione, cercando di garantire i servizi agli utenti».
Nel mirino della Cgil sono finiti i tagli annunciati, quelli cioè legati al piano di rientro da 18 milioni di euro, non certo noccioline.
L’elenco delle riduzioni è lungo. Si comincia dai 2 milioni e mezzo in meno nella spesa farmaceutica, per arrivare ai 5 milioni dei servizi in appalto.
«Facendo due conti - spiega Musetti - significa mettere a rischio oltre cento posti di lavoro, quelli del personale delle cooperative: in una realtà come la nostra, dove già il problema del lavoro è enorme, è un costo sociale che non possiamo permetterci».
E il giro di vite continua con 2 milioni di risparmio nelle spese per il personale aziendale, anche questo un altro problema aperto per la Cgil. «Dal gennaio del 2010 sono andate in pensione 120 persone, senza essere state sostituite - continua Musetti - I tagli annunciati di 2 milioni di euro, significherà niente sostituzioni per un’altra cinquantina di dipendenti: questo, alla fine, finirà per mettere a repentaglio i servizi stessi».
E la scure dell’Asl, nel piano di rientro già deliberato, è destinata anche a cadere sui costi della riabilitazione: con 2 milioni di risparmio che andranno ad incidere anche in una struttura d’eccellenza della sanità apuana, come il Don Gnocchi.
Una sfilza di cifre che ha fatto chiedere al sindacato un nuovo confronto al tavolo dell’Asl. E, soprattutto, un tema su cui la direttrice generale starebbe già lavorando.
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