Il Tirreno

Vendita di Area, Carrara può incassare 12 milioni

Vendita di Area, Carrara può incassare 12 milioni

Trovato l’accordo con il Comune di Massa e la Provincia: a breve il bando se ci saranno offerte la Porto potrà far valere il suo diritto di prelazione

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Massimo Braglia

CARRARA

Comune di Carrara, Provincia e Comune di Massa, in un incontro avvenuto nei giorni scorsi nella sede dell’amministrazione provinciale a Palazzo Ducale, hanno messo a punto la road map, il percorso con diviso per arrivare alla vendita della società Area Spa. La situazione è nota: Area Spa è una società nata mista fin dall’inizio, una ventina d’anni fa, con la Porto Spa socio privato al 49%, mentre Carrara ha il 36,07%, la Provincia di Massa-Carrara il 10,75%, il Comune di Massa il 4,18%.

La dismissione delle azioni è strategica per far quadrare i conti e i bilanci, e sarà perfezionata praticamente in contemporanea con la piena trasformazione del comparto ala vocazione industriale-produttiva al comparto, come prevedono gli strumenti di pianificazione urbanistica. In sostanza, l’accordo raggiunto fra gli enti prevede di mettere a punto un bando pubblico internazionale, che tenga conto come base della perizia del professor Coronella, ma anche del premio di maggioranza, nel senso che chi acquista ha dalla sua il 51 per cento, cioé tutto il pacchetto attualmente in mano pubblica.

In attesa di conoscere il valore preciso aggiornato, ad oggi si possono azzardare delle ipotesi: secondo la perizia del 2006, il valore era di 26 milioni; a questi bisogna aggiungere la valorizzazione del terreno dovuta alla variante urbanistica, che rende quei 220mila metri quadrati non solo deposito e stoccaggio e centro intermodale, ma zona produttiva vera e propria. Sono stati inoltre realizzati dei magazzini: fra tutto si dovrebbe arrivare a una valutazione di 36-38 milioni di euro. Il che significherebbe, per il Comune di Carrara che ha il 36,07%, un introito sui 12-13 milioni, che sarebbero determinanti sia per attivare nuovi mutui (gli incassi di dismissioni sono esenti dai vincoli del patto di stabilità) sia anche per portare a termine alcune delle progettazioni già attivate ma ad oggi senza copertura (a partire dal teatro Animosi). Il percorso per la vendita è partito, il bando sarà internazionale e se ci sararanno delle offerte, la Porto potrà esercitare o meno il diritto di prelazione riconosciuto agli azionisti.

L’atto preparatorio ancora da mettere a punto prima del bando è la convenzione a tre fra i soci pubblici.

In attesa di definire la dismissione, una domanda d’obbligo per il sindaco Angelo Zubbani, e cioè un aggiornamento sui rapporti con la Porto Spa: «Con la Porto, dopo la sigla dell’accordo di programma sul Nuovo Pignone, non ho avuto più occasioni di parlare, d’altra parte facciamo mestieri diversi. Ho pieno rispetto, e credo di averlo dimostrato, delle culture di impresa differenti dalle nostre, compresi gli americani di General electrtic o gli svizzeri di Omya (pronti ad un investimento da 10 milioni, ndr), ho rispetto di loro ma lo chiedo anche. Su Area Spa, una società nata mista fin dall’inizio, vi è stata una gestione che ha sicuramente valorizzato il bene, sono stati fatti investimenti condivisi e ora andiamo alla dismissione. Sull’hotel Mediterraneo, e qui faccio riferimento a quei nervi scoperti del territorio da voi del Tirreno messi in evidenza, si tratta di una realtà tutta prevatistica, e su quello come su molte altre, non abbiamo poteri illimitati. Diciamo che ci sono impegni morali, a cui qualcuno tiene e qualcuno no».

Certo, aggiungiamo noi, si potrebbe ricordare di quando qualcuno, leggi Enrico Bogazzi, parlava di una città brutta, e ora la sua società lascia da anni un cratere in pieno centro di Marina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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