Il Tirreno

Evam, ora i conti tornano la Fonteviva fa più 30%

Claudio Figaia
Evam, ora i conti tornano la Fonteviva fa più 30%

Bilancio 2011 in pareggio per la società ma scende il personale: da 25 a 19 unità Il fatturato sale a 5 milioni, 19,5 milioni di bottiglie commercializzate

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MASSA

Una volta lo Stato era proprietario di fabbriche di panettone e di conserve di pomodoro. Il Comune di Massa, nel suo piccolo, di acque minerali. E lo è ancora. E’ socio di maggioranza, anzi quasi unico, con il 98%, di Evam Spa, l’azienda che imbottiglia l’Amorosa e la Fonteviva.

Acqua ad altissima qualità la prima, che si vende soltanto in farmacia la prima (è richiestissima per la preparazione del latte artificiale per neonati); minerale “di qualità” che si trova in negozi e supermercati la seconda.

Il Comune dovrebbe, per legge, dismettere questa società che, chiaramente, non rientra tra quelle che forniscono servizi ai cittadini. Ma, finora, anche se la procedura di privatizzazione è stata avviata, di acquirenti all’orizzonte non se ne vedono. Nel frattempo, l’Evam va avanti. E mette in equilibrio i suoi conti.

Dopo anni di sofferenze e perdite milionarie – 1-1,2 milioni di “rosso” a ogni bilancio, dal 2004 – la società arriva al pareggio di bilancio. Per il 2011.

«In verità il margine di contribuzione, cioè la differenza fra i costi di produzione e i ricavi delle vendite, è già positivo dal 2011. Ma tale margine viene eroso dagli oneri passivi (circa 200mila euro l’anno) per il magazzino», spiega Antonello Galleni, presidente del consiglio di amministrazione di Evam. Ora c’è da dire che il magazzino che appesantisce i conti della società non c’è: dovrebbe nascere in un’area di fronte allo stabilimento, ma non è stato ancora realizzato.

Il risanamento, tuttavia, è ben incardinato e si può dire compiuto, annunciano i vertici . Il che è già un risultato, viste le difficoltà del settore.

Mentre il trend complessivo nazionale delle vendite delle acque in bottiglia è in discesa: meno 5-7% dal 2009, Evam va in controtendenza e aumenta la produzione. Più 7% nel 2011 rispetto all’anno precedente. Con crescita del fatturato dai 3,8 milioni del 2009 ai 5 con cui si è chiuso il bilancio 2011 e 19,5 milioni di bottiglie immesse sul mercato (erano 16-17 nel 2009). Ad aumentare di più, la vendita della Fonteviva (addirittura più 30%) ricomparsa con una certa visibilità nei supermercati di Massa ma anche di Carrara, La Spezia, Versilia e Pisa, dove gioca anche l’appeal dell’acqua a chilometri zero. Sostanzialmente stabile la commercializzazione di Humana Amorosa, che comunque mantiene il suo ruolo di nicchia.

Ma la riduzione a zero delle perdite di Evam è frutto anche di una nuova politica aziendale intervenuta in modo chirurgico sul controllo dei costi , sui flussi giornalieri di cassa, sull’organizzazione del lavoro, sulle strategie di approvvigionamento dei materiali (vetro e Pet per le bottiglie), su una revisione dei rapporti con le banche creditrici.

E con un taglio al personale. Sceso da 25 a 19 dipendenti (anche se di recente è stato assunto un responsabile della qualità). Significativo anche il risparmio scaturito dalla rinuncia alla figura del direttore generale (che pare costasse quasi 500mila euro l’anno), ruolo oggi svolto – diciamo quasi gratis – dal dottor Galleni (che percepisce poco meno di 15mila euro lordi l’anno per guidare il Cda).

Insomma, oggi Evam viene gestita come una vera azienda. Cosa che non accadeva nel passato, quando più somigliava di più al classico carrozzone pubblico. E se fino al 2008 circa, era l’azionista Comune a coprire il deficit della società con ri-capitalizzazioni quasi annuali (a costo del contribuente), oggi le iniezioni di denaro pubblico sono vietate dalla legge, anche se il socio Comune con una compensazione debiti-crediti con la Spa, ha lasciato ad Evam 600mila euro.

In altre parole: pur senza sostegno pubblico, Evam può adesso di riuscire a stare sul mercato con le sue gambe.

Un mezzo miracolo? «Diciamo che è il frutto di un’amministrazione oculata e di un progetto a medio termine che sta portando i suoi frutti», risponde Galleni. Prima, dunque, questo non avveniva? «Mi limito a dire che c’era meno oculatezza», risponde ancora il presidente del Cda.

Per il futuro, Evam punta a consolidare il risanamento. «E intanto pensiamo già al rinnovo degli impianti, sempre più necessario, che puntiamo a finanziare con mezzi propri», annuncia Nino Mignani, vicepresidente del Cda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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