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«Una città che possa diventare più a misura dei giovani»

CARRARA Sindaco Zubbani, ma ora serve continuità o un cambio di passo? «Servono tutte e due le cose: occorre la continuità sulle grande questioni avviate, ma occorre anche rinnovare l’amministrazione,...

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CARRARA

Sindaco Zubbani, ma ora serve continuità o un cambio di passo?

«Servono tutte e due le cose: occorre la continuità sulle grande questioni avviate, ma occorre anche rinnovare l’amministrazione, con una maggiore freschezza, un aggiornamento delle idee. Occorre sicuramente rimodulare le azioni di sostegno nel grande settore del sociale, confermo che il bilancio sarà purtroppo di lacrime e sangue, ma si cercherà di proteggere i cittadini in difficoltà. Ma ciò che pensiamo di potenziare è sicuramente l’attenzione per i giovani, ricevendo proposte e confrontandoci con loro, con i movimenti studenteschi come anche con chi frequenta i luoghi di ritrovo laici e cattolici. Un tema è quello di capire i loro linguaggi, intercettarli e interpretarli partendo dal patrimonio della scuola pubblica, che non solo non abdica alla sua funzione didattica, ma che dimostra sempre, penso alle commemorazioni della Resistenza o di recente quella su Taliercio, una straordinaria vitalità. Alcuni giovani che finiscono il loro percorso universitario sappiamo che per valorizzare la loro professionalità andranno altrove, ma altri, ad esempio a chi frequenta scuole tecniche o il nautico, dobbiamo anche pensare di dare loro qui un futuro. Oltre al polo della meccanica, occorre portare avanti quindi quei progetti su cui abbiamo avviato un percorso serio e credibile, come appunto il piano regolatore portuale. Ma ai giovani credo che occorra dare più spazi anche per le pratiche sportive: non siamo all’anno zero, molto è stato fatto, sono stati risistemati alcuni spazi come l’Endas di Avenza, stiamo lavorando per la Caravella, alla Saffi dopo vari tentativi di gestione si può fare un ragionamento per migliorare l’utilizzo, anche Fossone ha aree da completare; qui si può pensare a interventi non impattanti. Ci piace pensare a una città più a misura si giovani, ma una cosa è certa: vorrei parlare soprattutto di linguaggio del possibile. Se avrò di nuovo la fiducia degli elettori, vorrei essere indicato come il sindaco del possibile». Un altro aspetto sta a cuore al sindaco: «In questi anni si è sviluppata una importante identità carrarina che emerge in varie occasioni, ultimamente penso all’orgoglio per il restauro di palazzo Binelli. Io credo che Carrara sia tornata a credere nel suo futuro, sono tanti i temi e i problemi aperti, siamo noi per primi consapevoli di ciò che non abbiamo potuto e saputo fare, ma abbiamo ben chiaro lo scenario a cui vogliamo arrivare. Da qui fino a maggio continueremo a lavorare tutti i giorni, intanto per portare a casa la via dei marmi, il piano strutturale e la biblioteca».

(m.b.)

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