La manifestazione
Immobili, gestione nel caos
Concessioni dei locali: patrimonio comunale fuori controllo, si corre ai ripari con un regolamento
di Luca Borghini
CARRARA
Basta con la gestione fuori controllo del patrimonio comunale, d’ora in poi tutto dovrà rispettare un regolamento. Basta anche alle concessioni “facili” ad associazioni e privati che chiedono in uso un bene comunale, parliamo di locali o interi immobili: si dovrà dimostrare di avere precisi requisiti. Questi sono i principali criteri del nuovo regolamento comunale che è allo studio sul patrimonio disponibile, indisponibile e in concessione. Il Comune sta tentando di fare ordine tra decine e decine di casi gestiti tutti in maniera differente, con il risultato che ad oggi l’amministrazione non conosce nei minimi dettagli il proprio patrimonio, e rischia a lungo andare di perdere il controllo rispetto a chi ha avuto finora in gestione locali qua e là sul territorio.
La giungla delle assegnazioni
Il caso dell’ex-palazzina Cat, ad Avenza, sarebbe solo la punta dell’iceberg. Specialmente per le concessioni, il settore più difficile da regolamentare è quello in cui negli anni si sarebbero sommati casi definiti «fuori controllo». Una cosa è certa. Con il nuovo regolamento tutti gli interventi sul patrimonio del comune, dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria, dovranno essere concordati ed ottenere l’ok per ogni progetto esecutivo. Una maniera per tenere sotto controllo lo stato del patrimonio ed evitare “sorprese”. Al regolamento sta lavorando il Settore patrimonio, affidato al dirigente Alessandro Mazzelli, e non più collegato ad altri macro-settori come l’urbanistica.
La bozza prima di arrivare in consiglio comunale sarà discussa in giunta per eventuali modifiche di carattere politico; perché se da una parte l’intento è di regolamentare il patrimonio in maniera “tecnica”, c’è comunque da considerare l’aspetto politico delle scelte. Se, come sembra, tutti i nuovi contratti «dovranno essere stipulati a prezzo di mercato», sarà compito della politica, e non dei tecnici, individuare i casi per cui si potrà pensare a contratti favorevoli («anche gratuiti») come nei casi delle associazioni di volontariato.
Dirigenti responsabili
Nel regolamento potrebbe essere inserita la responsabilità del patrimonio suddiviso per settori, con il controllo generale affidato al settore e al dirigente al patrimonio. L’idea – che dovrà avere l’avallo politico – affida al dirigente di ogni singolo settore un controllo sul proprio patrimonio per una vigilanza costante e una maggiore collaborazione tra i settori. Per esempio la manutenzione non sarà più esclusivo compito delle Opere Pubbliche ma dovrebbe essere una sinergia tra più settori. Sulla carta, un modello funzionale e più simile a processi “privati” che alle procedure della lenta burocrazia comunale. C’è poi l’esigenza di avere un inventario aggiornato di tutto il patrimonio comunale così da poter valutare caso per caso e per decidere dove intervenire. Tra l’altro, da pochi mesi, c’è l’obbligo di trasmettere al ministero dell’Economia i dati relativi ai beni immobili, alle concessioni e alle partecipate.
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