Sicurezza
«Fattura 200, poi ce li dividiamo»
Nelle intercettazioni anche raccomandazioni per Esselunga e l’interrogativo: siamo indagati?
di Claudio Figaia
MASSA
Un sodalizio “criminale”, anzi una vera e propria associazione per delinquere. Questo, secondo l’inchiesta del Noe stava dietro all’operazione ErreErre.
E il contributo erogato dall’Unione Europea per tramite della Regione Toscana più che a realizzare un impianto all’avanguardia per la trasformazione dei rifiuti quale doveva essere EerreErre, sarebbe servito a far cassa. Sarebbe cioè stato impiegato per spese senza controllo, per arricchire personalmente alcuni dei componenti della asserita associazione per delinquere a danno della collettività. Realizzando, per giunta, una struttura di dubbia efficienza e con un costo di molto superiore – 20 milioni contro gli 11 preventivati – al suo effettivo valore.
Un quadro in cui si parla di reati gravi e ripetuti – dalla truffa alla concussione, dal falso alla corruzione -, quello ricostruito negli atti dell’indagine. Per ora, tuttavia, solo ipotesi di reato. Ma dalle carte di Ri-Pantalone, emerge anche dell’altro. Affiora un certo modo di condurre la cosa pubblica, di gestire gli affari e di badare al guadagno personale, ai favoritismi, ai “mannelli”, che è piuttosto avvilente.
Assunzioni a Esselunga.
Un esempio in questo senso è il giro di telefonate tra alcuni degli indagati per raccomandare l’assunzione di una giovane donna. E’ il maggio 2008, Domenico Del Carlo, amministratore unico di Delca chiede a Luciano Bertoneri, presidente di ErreErre, il nome dell’assessore all’Ambiente della Provincia. Questi glielo dice e poi chiede a DelCarlo di raccomandare questa donna a Matteoli, che secondo le carte sarebbe l’ex ministro dell’Ambiente.
Bertoneri: «... Noi abbiamo problemi con una ragazza, una donna che ha bisogno di lavorare all’Esselunga...».
Del Carlo: «Esselunga dove?»
Bertoneri: «All’Esselunga di Viareggio, la stanno aprendo adesso».
Del Carlo: «Viareggio, sì, se mi dai i dati...».
Bertoneri: «C’è Matteoli, lì...eh...».
Del Carlo: «Lo so».
Berton.: «Chiamalo subito perchè senza di lui si...».
Successive intercettazioni attesterebbero che, dopo quel colloquio, Del Carlo sia andato da Ezio Ronchieri, segretario particolare dell’ex ministro e poco dopo richiama Bertoneri:
Del Carlo: «... Quindi si può fare!»
Bertoneri: «Sì può fare? Benissimo!... Mi ha dato una bella notizia, che almeno sistemiamo un po’ di...(incomprensibile)».
«Ce li dividiamo noi...».
Un altro episodio significativo in questo senso riguarda la questione delle fatturazioni false. E’ Roberto Vaira, presidente del Cda di ErreErre – secondo gli inquirenti –, a proporre a Del Carlo di far fatturare al titolare della Docspa ditta che vende parte delle tecnologie dell’impianto 200mila euro in più rispetto al preventivo: 100 alla Delca e 100 da dividersi tra DelCarlo e lo stesso Vaira.
Vaira: «Quanto ti fa di fatture Docspa?»
Del Carlo: «A me mi fa 1 milione e 150...»
Vaira: « E fagli fare direttamente a ErreErre 1 milione e 3...»
Del Carlo: « Ma a me la fornitura dell’impianto...».
Vaira: «... Ne lasci 100 in Delca e 200 ce li, ce li, ce li dividiamo io e te...»
Del Carlo: «Vabbè, si guarda, vabbe...».
«Cos’è questo avviso?»
Una conversazione, probabilmente senza rilievi penali tra il deputato Pdl Lucio Barani e sempre Del Carlo apre un altro squarcio . I due, siamo nel maggio 2009, sospettano, anzi hanno notizia di essere indagati.
Barani: «Ma che c... è questo avviso di garanzia che abbiamo ricevuto?»
Del Carlo: «Mah, non so, però quello che mi avevi accennaot te, che hai messo a lavorà quella persona?»
Barani: «Dicono che ci sono intercettazioni ambientali e telefoniche.Ma noi che c.. ci siamo detti?»
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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