Il Tirreno

Politeama, è guerra nel condominio

Politeama, è guerra nel condominio

I piccoli proprietari: tutti d’accordo sui tecnici da incaricare ma deve essere la Caprice a pagare l’intervento

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di Cinzia Chiappini

CARRARA

Il caso Politeama si trasforma in una guerra legale. Si è conclusa con l’apertura di un nuovo fronte di scontro tra i proprietari, giovedì sera, l’assemblea di condominio della parte centrale del palazzo di piazza Matteotti. L’appuntamento era molto atteso soprattutto in vista della scadenza dell’ordinanza omnibus con cui lo scorso 2 gennaio il sindaco Angelo Zubbani, aveva intimato ai tre condomini di affidare l’incarico per la ristrutturazione dell’edificio entro il 15 gennaio, pena la partenza di un’azione legale del municipio contro i proprietari. A soli tre giorni dalla scadenza dell’ultimatum però, il condominio centrale non è riuscito a deliberare quanto richiesto dal primo cittadino. In assemblea si sono scontrati “piccoli” e “grandi proprietari”. I condomini hanno espresso all’unanimità il loro gradimento per i due professionisti a cui il Comune vorrebbe mettere in mano le sorti del Politeama, i professori universitari Paolo Spinelli e Sergio Lagomarsino: questo non è stato però sufficiente a deliberare l’’affidamento dell’incarico, per l’opposizione dei “piccoli proprietari”. I quali hanno chiesto che sia la Caprice (società proprietaria di gran parte dell’immobile che ha ristrutturato e venduto numerosi appartamenti), da sola, a formalizzare la designazione dei tecnici, accollandosi di fatto tutte le spese per l’intervento: una richiesta, fondata sulla convinzione che la società sia la principale responsabile delle vicissitudini del Politeama e che per questo i costi non debbano ricadere su coloro che hanno acquistato proprio dalla Caprice. Una posizione non condivisa dalla società e contestata, in parte anche dal Comune: «Prima di parlare di colpevoli dobbiamo aspettare l’ultimo grado di giudizio – ha detto Marco Tonelli, direttore generale del Comune, presente all’assemblea – ma intanto bisogna procedere con l’intervento urgente». Alla fine nel condominio centrale l’affidamento dell’incarico è stato approvato con una maggioranza “millesimale” ma senza quella “numerica” dei condomini. Il presidente di turno dell’assemblea, Marco Bedini, ha ritenuto che questo risultato non fosse sufficiente per la nomina dei tecnici e ha decretato un nulla di fatto. «L’articolo 1136 del codice civile è chiaro – ha spiegato Bedini - serve il via libera dei proprietari che detengono la maggioranza dei millesimi ma anche quello di coloro che sono titolari della maggioranza del valore dell’edificio». E se Caprice e Comune, insieme, superano la metà dei millesimi, i loro voti non bastano da soli a rappresentare la maggioranza del valore del palazzo: una situazione che di fatto mette i “piccoli proprietari” nella condizione di fare ostruzionismo alla linea dettata dal municipio e condivisa dalla Caprice, per avviare in tempi rapidi la ristrutturazione, dividendo la spesa tra tutti i condomini. Ma dopo l’ennesima fumata nera, e in vista della partenza delle denunce da piazza 2 giugno, la situazione è sempre più tesa: «L’amministrazione non condivide la decisione del presidente di turno dell’assemblea» ha dichiarato Tonelli, annunciando che lo staff legale del municipio sta studiando possibili provvedimenti. Secondo indiscrezioni provenienti proprio dal Comune, si ipotizza di impugnare la decisione di Bedini per invalidare la delibera, e sbloccare l’impasse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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