Il Tirreno

Rifiuto, bufera su Cermec: chiesto il sequestro dei beni dei politici

Chiara Sillicani
Rifiuto, bufera su Cermec: chiesto il sequestro dei beni dei politici

Massa. La società che gestisce la discarica di Peccioli promuove una causa civile Vuole il blocco dei conti correnti e delle proprietà dei vecchi amministratori

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La società Belvedere gestisce la discarica di Peccioli, nel pontederese. E da quella parti di rifiuti apuani, dopo un primo trattamento, ne arrivano tanti. L’impianto di Erre Erre , in via Dorsale, dovrebbe produrre combustibile da rifiuto, le cosiddette bricchette. Non entra mai in funzione però, quindi il ciclo di rifiuti nella provincia apuana non si chiude. E la spazzatura, da qualche parte, dovrà pure finire. Finisce, in gran parte, a Peccioli. Chiaro però che la discarica quei rifiuti li riceve, ma chiede di essere pagata.

E - a quanto pare - parecchi soldi alla Belvedere non sono mai arrivati. Tanto che la società si tutela e lo fa con una causa civile e la richiesta ad un giudice di bloccare tutti i beni mobili e immobili (tradotto: case e conti correnti) degli ex amministratori del Cermec fino a raggiungere quota 4 milioni.

Del resto la Belvedere aspetta ancora la bellezza di 10 milioni di euro per i servizi resi al Cermec e da Cermec - si deduce - mai pagati. La società pontederese ha accettato il concoradato preventivo, ma ha ritenuto anche di tutelarsi percorrendo le vie legali (in sede civile). Per evitare il rischio di fallimento, infatti, la società pubblica di smaltimento ha definito un piano industriale e lo ha presentato ai giudici Giovanni Sgambati, Paolo Puzone e Antonella Dragotto che quel piano lo hanno ritenuto credibile. Via libera al concordato quindi. In altre parole, si apre la possibilità di un accordo con i creditori. E tra quelli c’é anche - anzi è uno dei più importanti - la Belvedere, a cui per il tipo di servizio reso e l’importo del credito esigibile, viene riconosciuto il diritto ad ottenere il 75% di quanto gli è dovuto.

La società, però, ritiene di doversi tutelare di fronte ai vecchi amministratori di Cermec, vale a dire a di fronte a chi ha guidato la società prima della rivoluzione Bosetti. Fu proprio Ugo Bosetti, dopo la nomina nel 2009, infatti, a sentire odore di bruciato - come si dice - e a mettere in moto un percorso che si conclude con la consegna degli atti , da parte dei sindaci Pucci e Zubbani, alla Procura. E ora è lo stesso Ugo Bosetti a confermare che la società che gestisce Peccioli ha deciso di tutelarsi. Del resto la conferma delle conferme arriva direttamente da Renzo Macelloni che presiede la Belvedere. Non entra nei dettagli, ma a chiare lettere ammette: «Ho dato incarico ai legali di tutelare la Belvedere nei confronti del vecchio consiglio di amministrazione del Cermec».

Tradotto: Michele Del Freo , già assessore comunale a Carrara (e indagato nell’ambito dell’inchiesta su Erre Erre), Aldemaro Tovani, carrarese, di professione barbiere, vicino al Pd. Quindi, Luciano Bertoneri (presidente Cermec dal 2005 al 2009 e, come Del Freo coinvolto nell’inchiesta), Angelo Altieri e Domenico Adorni Fontana. Tutti quanti sono stati membri del consiglio di amministrazione della società di smaltimento rifiuti. La Belvedere, quindi, avrebbe promosso una causa civile di risarcimento danni di fronte al giudice Antonella Dragotto ed avrebbe chiesto - come dicevamo - il sequestro dei beni mobili e immobili fino a 4 milioni di euro. Al giudice decidere se accordare quanto richiesto.

Insomma, di fronte allo scandalo rifiuti e al terremoto Erre Erre un creditore importante come la Belvedere chiede al tribunale garanzie a copertura del suo credito, appunto. Una notizia che segue quelle sull’inchiesta della Procura in merito ai rapporti intercorsi tra Cermec e Delca, suo socio, nella realizzazione dell’impianto Erre Erre. Senza dimenticare che di Peccioli abbiamo ancora bisogno: lì la nostra spazzatura continua ad arrivare visto che l’impianto Erre erre non funzionava .

E non funziona (tanto più che ha subito un incendio doloso). Insomma, dopo il terremoto, dopo le indagini (oltre a quella su Erre Erre c’é anche quella su presunti reati fiscali), il caso rifiuti ha ancora strascichi.

Senza dimenticare che i creditori di Cermec sono parecchi. Volendo gli stessi soci: i comuni di Massa e Carrara. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa