La manifestazione
Cermec, chiesti i rinvii a giudizio
Udienza preliminare per Roberto Vaira e Luciano Bertoneri L’accusa contesta evasione fiscale e un giro di fatture false
MASSA
Udienza preliminare di fronte al gup per Luciano Bertoneri e Roberto Vaira. A loro il pubblico ministero Rossella Soffio contesta i reati di «dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture e di altri documenti per operazioni inesistenti», «dichiarazione infedele» e «omesso versamento dell’Iva».
Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio e a decidere sarà il gup il 15 marzo. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda, però, un secondo filone dell’inchiesta sui rifiuti. La vicenda Cermec ed Erre Erre è così complessa che l’indagine si articola, appunto, in due filoni. Uno (quello in cui risultano indagate 19 persone tra cui politici) riguarda la realizzazione dell’impianto di compostaggio (ErreErre, appunto, in cui Cermec e Delca sono soci) e l’accesso ai finanziamenti pubblici per la sua realizzazione. L’altro filone, invece, attiene più specificatamente ai rapporti tra la società pubblica di smaltimento rifiuti (Cermec) e il suo fornitore Delca. L’accusa ipotizza reati di tipo tributario inerenti false fatturazioni e conseguente - ingiustificata - detrazione dell’Iva. In questo secondo filone Vaira e Bertoneri sono indagati come amministratori pro tempore di Cermec. Vaira ha presieduto la società dal 2003 al 2005 (poi è passato al ruolo di direttore), Bertoneri gli è succeduto ed è rimasto in carica dal 2005 al 2009. Nel registro degli indagati, nell’ambito di questo filone, è stato iscritto anche Domenico Del Carlo, legale rappresentante della Delca spa. L’amministratore di Delca è accusato di «emissioni di fatture per operazioni inesistenti». Delca, però, ha sede legale a Vicopisano, quindi, per quanto attiene alla posizione di Del Carlo, procede la Procura di Pisa.
Sul versante dei reati tributari, gli accertamenti delle Fiamme gialle sono iniziati nel febbraio scorso e hanno messo sotto la lente i rapporti tra Cermec Spa e Delca. Le due aziende - la prima di natura pubblica (controllata dai Comuni di Carrara e Massa), la seconda privata - avevano stipulato un contratto per il trasporto di rifiuti destinati allo smaltimento in discariche fuori provincia. Ebbene, secondo la Finanza, un centinaio di fatture emesse da Delca Spa erano false. Ad esse, cioè, non corrispondeva alcuna prestazione. In altre parole: Delca fatturava a Cermec trasporti di rifiuti e altri servizi in realtà mai effettuati. A volte, ricostruiscono gli inquirenti, le fatture sono state “corrette” dalla stessa Delca con note di credito, mentre, in molti altri casi, sono stati emessi documenti fiscali senza che fosse stato effettuato alcun servizio di trasporto o con trasporto effettuato in rilevante ritardo rispetto alla data di emissione del documento. Imponente il giro di operazioni inesistenti emerso dagli accertamenti, secondo la Gdf: pari a un imponibile di oltre 16,5 milioni di euro. Nel complesso, l'attività d'indagine avrebbe fatto emergere anche un’evasione ai fini Iva per 3,7 milioni di euro.
Gli effetti di questi (presunti) illeciti rischiano di pesare ancora sui conti Cermec. Nell’ambito delle indagini fu disposto dal gip anche il sequestro preventivo a carico di Luciano Bertoneri ,ma sui suoi conti - come lui stesso ci confermò- le fiamme gialle hanno trovato solo 3.100 euro. Non aggredibile, invece, il patrimonio di Vaira: ha amministrato Cermec prima che la legge sul sequestro entrasse in vigore. Adesso la svolta con la richiesta, da parte del pm, dei due rinvii a giudizio.
(c.s.)
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