Il Tirreno

Spesa farmaceutica: 2,5 milioni di tagli a Carrara 

Alessandra Vivoli
Spesa farmaceutica: 2,5 milioni di tagli a Carrara 

Continua il giro di vite dell’Asl: scure anche sui centralinisti degli ospedali. Ma intanto si investe sui macchinari e arrivano due nuovi tecnici

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CARRARA. Ancora un anno di lacrime e sangue per l’Asl apuana. Il pianeta sanità deve fare i conti con l’eredità di un buco milionario, pari a 226 milioni di euro, e un disavanzo, per il 2010, di altri 80 milioni.

Il tutto condito da un piano di rientro triennale con cui deve fare i conti, è proprio il caso di dirlo, la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis: “regina di denari” come l’ha chiamata, scherzosamente, in conferenza stampa il direttore sanitario Maurizio Dal Maso.

Insomma, i sacrifici non sono ancora finiti e per quest’anno si annuncia un triplice giro di vite: sulla spesa farmaceutica (ospedaliera e territoriale), che deve scendere del 7%, per dirla in soldoni di 2 milioni e 500mila euro. Maxi risparmio anche sui presidi, qui si parla sempre di una riduzione, quantificata a livello regionale, del 7% . Si dovrà tirare la cinghia anche sui servizi non sanitari (amministrative e logistici) e sul personale ad essi collegato: qui la scure si abbatterà per una riduzione drastica, considerato che - come ha sottolineato la stessa De Lauretis - ad oggi la Asl apuana registra un 50% in più degli amministrativi rispetto alle altre realtà toscane. Ma non solo, si risparmierà anche sui centralinisti: quattro sono troppi, con la potenzialità tecnologiche potrebbe bastarne uno per gestire le chiamate e smistarle in tutti i presidi.

Infine proprio in linea con il piano di rientro, dettato dalla Finanziaria, l’azienda dovrà rinegoziare i contratti dei servizi sanitari in affido, contenendoli al 4%.

Infine la nota più dolente, la necessità di procedere agli accorpamenti, o meglio, per dirla con l’Asl, «di cancellare i doppioni»: quindi avanti tutta, non prima però, come ha ribadito la direttrice generale, di aver concluso il confronto con la politica: «riguardo cosa si può fare per ridurre i costi, è di questo che stiamo discutendo anche con i sindaci». Questo è, infatti, il nodo centrale delle riunioni sul Pal, piano attuativo locale, che disegnerà il futuro della sanità apuana, secondo la logica che sarà poi quella dell’ospedale per acuti. La discussione, avviata a settembre, è in dirittura d’arrivo: ieri il penultimo incontro, il percorso si chiuderà il 18 , con il tema più caldo, quello degli ospedali. Ma intanto l’ottica al risparmio dell’Asl è già stata annunciata proprio nella conferenza stampa di ieri, dove sono stati presentatiti due grossi investimenti in materia, come ha evidenziato la stessa direttrice generale : «di uomini e di macchine, il futuro della nostra sanità» e, cioè, il nuovo acceleratore per la radioterapia, l’avanzatissimo Trilogy (un gioiello da 2milioni 550mila euro destinato a cambiare per sempre il mondo della radioterapia e radiochirurgia) e il primario, appena insediato, del reparto di Otorino, Luca Muscatello. «Il budget a disposizione è già stato discusso con i vari responsabili di reparto - ha affermato la De Lauretis - Dobbiamo partire da una considerazione: non sarà più giustificata una destinazione di risorse superiore alle altre aziende del territorio toscano. Non possiamo avere soldi in più dalla Regione per tenere in vita duplicazioni di reparti».

Solo un esempio: «il day hospital di oncologia (quello la cui soppressione, a Massa, in favore del centro di Carrara aveva creato una levata di scudi oltre Foce) dovrà essere unico». Per quel che riguarda i “doppioni” la direttrice generale non si bilancia oltre ma ne elenca alcuni: chirurgia, ortopedia , terapia intensiva. Nessuna anticipazione di quale potrebbe essere, o meglio in quale ospedale, l’accorpamento: ma indiscrezioni parlano di un un unica chirurgia e di una terapia intensiva su Carrara e di un reparto unico di ortopedia a Massa. Una cosa è certa, la linea dell’Asl è di rafforzare il polo chirurgico su Carrara: ne è la prova l’investimento per il nuovo macchinario di radioterapia che verrà installato nel bunker del civico e andrà a regime nella prossima primavera(l’apparecchiatura è stata già acquistata ed è dotata del primo collimatore montato su macchina pubblica). Il Trilogy consentirà - ha spiegato il responsabile della radioterapia, dottor Angelo Tagliagambe - di intervenire su piccoli tumori cerebrali, lesioni pancreatiche e alla prostata, senza dover ricorrere all’intervento chirurgico. E il nuovo acceleratore ha portato già l’assunzione di due nuovi tecnici (in totale oggi sono 8) e di un medico, dal San Raffaele, per un team che salirà a quattro professionisti. «Per far funzionare a regime le due macchine, la nuova e la vecchia ci vorranno almeno altri quattro tecnici - ha annunciato il dottor Tagliagambe - ma ci accontentiamo di procedere per step, questo rafforzamento è già un segnale importante dell’azienda».

«Questo macchinario - ha aggiunto il primario di Oncologia, Maurizio Cantore - consentirà al nostro ospedale di diventare punto di riferimento e eccellenza per moltissimi pazienti».Intanto è già stata firmata, a tal proposito una convenzione con l’ospedale Versilia, che fino ad oggi si appoggiava unicamente alla struttura sanitaria di Lucca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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