La manifestazione
Cresce l’ospedale unico «Pronto a fine 2014»
Il costo previsto, 151 milioni di euro, destinato a salire per l’aumento dell’Iva Accumulati 15 mesi di ritardo rispetto ai centri gemelli di Pistoia e Prato
di Claudio Figaia
MASSA CARRARA
L’ospedale “unico”, ora, si vede. Spuntano colonne di cemento armato per innalzare la stuttura. Le fondamenta sono già pronte e le prime opere in superficie, pilastri, muri, vani scala e ascensori dell’edificio che ospiterà gli uffici e i magazzini, già si vedono.
Sarà pronto a fine 2014 il nuovo centro ospedaliero di viale Mattei. Con un anno abbondante di ritardo rispetto agli ospedali “gemelli” di Pistoia e Prato (un po’ meno rispetto a quello di Lucca, rallentato dalla scoperta di reperti archeologici nel cantiere).
A fine 2013 – dettano tempi la direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis e l’ingegner Guglielmo DelFreo, direttore area tecnica dell’azienda – saranno completate le opere edilizie. A giugno 2014 trasferimento di macchinari, arredamenti e allacciamenti saranno cosa fatta. Poi, i collaudi e, a fine 2014, l’ospedale entrerà in funzione. «Se tutto va bene», fanno gli scongiuri i dirigenti dell’Asl. «I lavori, comunque, procedono secondo la tabella di marcia stanno arrivando i moduli prefabbricati delle facciateata che, quando saranno montati, daranno davvero l’idea della nuova opera», rassicura la De Lauretis.
Così, mentre qualcuno continua a contestare la scelta del sito il partito del no, non si è ancora arreso – l’ospedale unico comincia a prendere forma. E prendono forma in modo più chiaro anche i costi. 151 milioni di euro circa il costo complessivo dell’opera. Cifra, però, destinata ad aumentare, dalla prossima primavera, per effetto del decreto Salva Italia. L’aumento dell’Iva dal 21 al 23% provocherà un rialzo verso l’alto del conto finale.
Di questi 151 milioni, 83milioni sono previsti per il costo della struttura, 7 per gli arredi, 11 per le apparecchiature e il resto per espropri e bonifiche.
Una parte di questi soldi – siamo di fronte, assieme alla Strada dei Marmi, all’opera infrastrutturale più grande degli ultimi decenni – sarà recuperato con la messa in vendita delle strutture sanitarie che saranno dismesse. L’ospedale di Massa, innanzitutto, e poi il distretto di via Bassa Tambura, il Sert di via Democrazia; la palazzina di piazza Sacco e Vanzetti e il distretto centro a Carrara. 27 milioni la somma che si prevede di incassare da queste alienazioni. A patto che si trovi qualcuno disposto a comprarsi un ospedale “usato” o un centro prelievi inutilizzato.
«Fra tre anni nascerà un sistema di assistenza tutto diverso dall’attuale, basato sull’intensità di cure e su un ospedale ad alto contenuto tecnologico. E noi, già da oggi, dobbiamo prepararci a saper gestire quel modello, adeguando le strutture territoriali che al nuovo ospedale unico faranno da integrazione e supporto», spiega Giuliano Biselli, direttore dell’area Apuane dell’Asl.
Sì, perchè l’iper-tecnologico ospedale “delle Apuane”, che avrà 360 posti letto, circa 150 in meno dei due ospedali attuali, servirà per le cure intensive. Il prima e il dopo, ossia la prevenzione, la stabilizzazione e il recupero avverranno fuori dall’ospedale. «Funzionerà la sanità territoriale?» si chiede il dottor Tito Torri, primario della Radiologia. E l’interrogativo pronunciato da un addetto ai lavori, una qualche preoccupazione la suscita.
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