La manifestazione
Fivizzano. «Terme aperte tutto l'anno»
Per il presidente Piero Bardi è l'unica soluzione per garantire futuro allo stabilimento. E aggiunge: «L’ingresso dei privati? Le ultime vicende hanno solo reso evidente che la questione non è più procrastinabile»
FIVIZZANO. Botta e risposta sulle Terme di Equi: nei giorni scorsi la minoranza consiliare, riferendo della seduta del 29 dicembre scorso, aveva riproposto l'argomento Terme sostenendo che lo stabilimento verserebbe in uno stato comatoso per i debiti. La minoranza lamentava pure il fatto che anni fa l'esponente dell'opposizione venne fatto uscire dal consiglio di amministrazione delle Terme.
Inoltre, nella seduta consiliare in questione, venivano richieste dalla minoranza le dimissioni del presidente del Cda, Piero Bardi e altro ancora. A tutto questo risponde lo stesso Bardi il quale sostiene «basta leggere lo statuto per rendersi conto che il Cda è nominato dall'assemblea dei soci e non c'è alcun membro riservato a questa o quella minoranza di questo o quell'Ente. Se questo consiglio d'amministrazione ha il solo difetto di non avere componenti che rappresentano i tre consiglieri di minoranza del Comune di Fivizzano, occorre ricordare loro che la questione risale a tempi in cui gli attuali consiglieri non ricoprivano alcuna carica all'interno della società quindi non si capisce proprio la richiesta di dimissioni».
Passando poi all'argomento debiti e in particolare alla richiesta di restituzione di oltre un milione di euro da parte del ministero dello Sviluppo economico, Bardi risponde «l'attuale Cda ritiene di avere la piena fiducia dell'amministrazione comunale di Fivizzano avendo avuto, tra l'altro, il merito di migliorare nel tempo i risultati di gestione e ha correttamente operato accantonando prudentemente, e nell'ottica di una piena trasparenza, nel fondo rischi la cifra corrispondente alla richiesta di restituzione dei contributi erogati a suo tempo, maggiorata delle spese e interessi, senza attendere la conclusione dell'esercizio finanziario al 31 dicembre sebbene ritenga esistere motivi affinché il Tar accolga il ricorso presentato. La Società si riserva a ogni modo di proporre un eventuale appello al Consiglio di Stato ed eventualmente adire in sede di giustizia civile». Infine riguardo alla privatizzazione delle Terme, il presidente sostiene: «Per quanto riguarda l'ingresso dei privati, è una soluzione maturata ormai da tempo. Le ultime vicende hanno solo reso evidente che la questione non è più procrastinabile. La vera sfida che la Società si trova di fronte è quella della destagionalizzazione in modo da potere offrire i servizi dodici mesi all'anno. In questa direzione i recenti risultati emersi dalla perforazione del nuovo pozzo che hanno portato alla luce acqua termale con caratteristiche di maggiore stabilità. L'ingresso di capitali privati consentirà di affrontare queste sfide che ci attendono per il futuro.
Le modalità di ingresso dei privati sono in questi giorni al vaglio dei soci. Le tre opzioni che si propongono sono infatti o cessione delle azioni in mano agli attuali azionisti, aumento di capitale oppure cessione di un ramo d'azienda». Insomma per Piero Bardi appare quindi evidente che «i soci attuali assieme al consiglio d'amministrazione stanno mettendo in campo tutte quelle azioni che potranno permettere alla Società non solo di fare fronte a un eventuale esito negativo derivante da una richiesta di restituzione dei contributi ottenuti ma di essere il motore dello sviluppo turistico del polo di Equi Terme».
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