Sicurezza
«Quartiere Matteotti, una casa a tutti gli sfollati»
Matteo Ratti (Idee in comune) sprona l'amministrazione a trovare soluzioni
AULLA. Non cala il livello di attenzione su quartiere Matteotti, le cui case popolari sono destinate alla demolizione dopo l'alluvione del 25 ottobre scorso. E mentre si apprende che alcune delle famiglie sfollate avrebbero accettato di trasferirsi nel quartiere di Sottorivazzo ad Albiano Magra, è il consigliere comunale di minoranza di "Idee in comune", Matteo Ratti, a puntare ancora i riflettori su quel rione tanto sfortunato. Innanzitutto Ratti, prendendo le mosse dall'ultimo consiglio comunale, ribadisce la propria contrarietà sul metodo di gestione nella fase della ricostruzione di Aulla: «Un basso livello di partecipazione non può che portare a giuste proteste, dettate dalla mancanza di garanzie e di informazioni. Il caso di quartiere Matteotti è emblematico - spiega il consigliere comunale - e deve essere risolto in tempi brevissimi. La decisione drastica dell'abbattimento dei palazzi popolari, dettata dagli esiti delle perizie, crea un forte disagio sociale che, a questo punto, deve essere affrontato come priorità rispetto a ogni altra situazione legata all'alluvione, poiché il diritto a una casa per gli inquilini e i proprietari passa avanti a ponti, opere e rimborsi vari».
Pertanto Ratti invita l'amministrazione comunale e gli enti interessati a concentrarsi e ad impegnarsi fino a quando l'ultimo locatario non avrà trovato una sistemazione. «Si continuano a fare dei proclami, ma non si è stati in grado - prosegue l'ex esponente di Rifondazione Comunista - di costituire un organo specifico interno che affiancasse e accompagnasse le persone nella ricerca delle nuove sistemazioni. Gli aiuti economici sono stati riconosciuti, ma, in molti casi, non saranno sufficienti, visto il livello minimo di canone che diversi nuclei erano abituati a corrispondere, non certo per colpa loro. Davanti a queste difficoltà, alle notizie apprese e attese giorno per giorno, davanti al perdurante silenzio sulla richiesta della Consulta delle associazioni, non guasterebbe un maggiore coinvolgimento nelle decisioni e nelle informazioni delle forze della minoranza consiliare. Non guasterebbero anche - conclude Ratti - una maggiore sobrietà e morale vicinanza nei confronti dei molti disagiati, che certamente non si dimostrano ristrutturando e abbellendo gli uffici del sindaco e del commissario straordinario, operazione cinica che poteva, in questo momento, essere tranquillamente evitata».
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