Il Tirreno

Operazione Sinba, tutti assolti

Alessandra Vivoli
Il blitz dei carabinieri in Comune nell’ottobre del 2005
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Il blitz dei carabinieri in Comune nell’ottobre del 2005

L'inchiesta fece tremare Palazzo ma «il fatto non sussiste»

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CARRARA. «Assolti perchè il fatto non sussiste, articolo 530 secondo comma». Finisce con un'assoluzione la tranche di Sinba, il maxi processo legato allo smaltimento dei rifiuti dell'alluvione del 2003, relativa alla turbativa d'asta. Il resto dell'inchiesta, che fece tremare Palazzo civico, è archiviato, o ormai prescritto. Il processo: assolti i 4 imputati per turbativa d'asta. Quella che si è discussa ieri in tribunale a Carrara era la costola minore del processo Sinba: quella, cioè, relativa alla presunta turbativa d'asta dei rifiuti, conseguenza dell'alluvione che il 23 settembre del 2003 aveva colpito al cuore Carrara. E, lo ricordiamo, provocato anche una vittima. Gli imputati per questo reato erano quattro: Sergio Altieri, all'epoca dei fatti dirigente del settore ambiente e gare del Comune (difeso dall'avvocato Angelo Tubolino); Paolo Vagaggini amministratore unico della Inerteco (assistito dal legale Andrea Corradino, sostituito dall'avvocato Fabio Sommovigo del foro di Spezia); Claudio Della Maggesa della Ema (difeso da Marzaduri e Carloni, ieri sostituiti dall'avvocato Elena Di Nero) e infine Giorgio Gronchi (assistito dall'avvocato Luca Pietrini).  Quella dei legali è stata una discussione tecnica, basata sui fondamenti del diritto ambientale. È stata anche presentata un'eccezione relativa alle intercettazioni telefoniche che sono state il nodo centrale dell'inchiesta. I legali della difesa hanno eccepito che proprio le intercettazioni non potevano essere accolte perchè non vi era la prova che fossero state disposte all'interno dei tempi consentiti dalle indagini preliminari (su questo punto il giudice Ferri risponderà nella pubblicazione della sentenza, attesa fra 60 giorni). Per quel che riguarda l'accusa, invece, il pm Lara Navarrini, aveva chiesto per ciascuno degli imputati la pena di 8 mesi di reclusione. Dopo una breve camera di consiglio è arrivata l'assoluzione. La vicenda. Tutto comincò con un blitz del Noe dei carabinieri a Palazzo civico, il 24 ottobre del 2005. Un terremoto che portò, all'epoca a 31 arresti, 68 indagati, 120 perquisizioni. Fu denominata operazione Sinba: si indagava sul traffico dei rifiuti dell'alluvione. Adesso il grosso del processo (traffico di rifiuti e inquinamento ambientale), relativo a quella inchiesta è stato archiviato, o prescritto. Per la tranche di Sinba relativa alla turbativa d'asta è stata una corsa contro il tempo: l'udienza preliminare risale al 2008, è inziato con il giudice Mauceri, poi andato in pensione, ed è stato terminato da Ferri. Per non correre il rischio della prescrizione (in primo grado), infatti, l'istruttoria doveva essere conclusa prima del mese di marzo. La soddisfazione dei legali. L'avvocato Pietrini è stato quello che, ieri ha presentato l'eccezione sulle intercettazioni. È soddisfatto dopo la sentenza. Sulla stessa linea il legale Fabio Sommovigo: «Questa è la dimostrazione che la gara sullo smaltimento dei rifiuti svolta dal Comune di Carrara era stata scurpolosa». E aggiunge. «Il blitz che fece tremare Palazzo civico? C'è chi, come un mio assistito, Giuseppe Bruschi, ha già ottenuto la riparazione per ingiusta detenzione».

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