Il Tirreno

Partecipò agli scioperi ad oltranza del 1978

Sedicenne sulle Apuane poi alla Montedison e nel sindacato

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 CARRARA. Lo stesso Giovanni Pedrazzi, nei suoi libri, di sé scriveva: «All'età di 16 anni è al lavoro in cava a fianco del nonno materno Fortunato dal quale, oltre che dal padre e dallo zio, impara le prime nozioni del mestiere. Tre anni dopo, dietro pressione dei genitori, lascia le cave per l'edilizia e si specializza in impianti elettrici condominiali. Da quel momento ha inizio la sua attività politica e sindacale: è fra i fondatori del consiglio di fabbrica Edili e contribuisce a lanciare una coscienza antinfortunistica nei cantieri. Questa caratteristica lo distingue anche nel costruendo stabilimento Montedison, ove lo si vedrà alla testa dei lavoratori delle imprese, protagonisti di 17 giorni di sciopero ad oltranza (1978). Chiamato al lavoro a tempo pieno dal sindacato Confederale, segue i lavoratori del mare. Organizza tre giorni di sciopero per i marittimi delle navi cartiera di Arbatax; sigla con Assomarittima il primo integrativo provinciale; fa sequestrare navi battenti bandiere ombra. Causa una malattia del funzionario che seguiva il settore marmo, viene incaricato provvisoriamente di occuparsi di tale ambito lavorativo. Questa "provvisorietà" lo vede tutt'oggi in teatro col Cobas del Marmo».

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