Il Tirreno

Il consigliere di opposizione Malaspina: prima le elezioni

«Il sindaco Donati sospenda il progetto di impianto a biomasse»

Un impianto di biomasse
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Un impianto di biomasse

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 MULAZZO. Il consigliere di opposizione, Roberto Malaspina, punta il dito sull'impianto a biomasse annunciato dall' amministrazione comunale di Mulazzo ad Aripiola, nei pressi del Palazzo comunale. «Non ci pare di ricordare che questo fosse uno degli obiettivi presenti nel programma del secondo mandato della lista Donati anche se ci viene detto che il progetto è stato recentemente valutato positivamente dalla Regione - scrive Malaspina - Per rispetto dei cittadini, chiediamo che l'attuale maggioranza soprassieda temporaneamente alla sua realizzazione per quattro motivi fondamentali: nel programma del 2007 con il quale Donati si è presentato ai cittadini per la riconferma, non era prevista la realizzazione di un impianto a biomasse».  «Ma, a parte questo - prosegue Malaspina - fra tre mesi a Mulazzo si terranno le nuove elezioni. Sarà eletto un nuovo sindaco e una nuova amministrazione. Chiediamo che gli attuali amministratori, ormai a brevissima scadenza, non ipotechino il futuro e lasciano che sia la nuova Giunta a decidere se e quando dare il via a questa operazione».  «Non siamo contro la realizzazione di impianti a biomasse a priori, ma trattandosi di impianti che prevedono un incenerimento, o meglio, un reattore di gassificazione vogliamo vederci molto chiaro e soprattutto i cittadini devono essere coinvolti in questa decisione nonchè persuasi che l'iniziativa sia innocua per la loro salute e a favore dell'ambiente. - prosegue - Si bruciano biomasse, ma dare il via in fretta e in furia alla realizzazione di un'opera che andrà ad incidere sul tessuto urbano e sociale, suona come una sospetta accelerazione fatta a soli 100 giorni dalle elezioni amministrative».  «Purtroppo questo Comune ha una storia ambientale molto tribolata - conclude - lotte e Comitati contro discariche, contro escavazioni di ghiaia, contro inceneritori (Boceda), contro fabbriche inquinanti (Boceda) contro depositi di scorie e rifiuti speciali (a Depositi). Non sarebbe intelligente rischiare di far nascere un'altra lotta e un altro Comitato. Tre mesi non sono tre anni. Spostare in avanti di 100 giorni questa decisione non è la morte di nessuno e aiuta a fugare dubbi, perplessità e interrogativi che potrebbero incidere negativamente sull'esito finale dell'iter progettuale».

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