Sicurezza
«Porto-sindaco, era solo una sceneggiata»
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Il porto Le associazioni a sostegno di Elvino Vatteroni: serve trasparenza sul contratto di subaffitto
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CARRARA. «Era solo una sceneggiata»: così le associazioni Codici, Carrara nel mondo, e Libertà e Giustizia, liquidano - scrivono in una nota - «l'epico scontro fra due autentici titani della società apuana, il sindaco Angelo Zubbani e l'amministratore di Porto di Carrara spa e A.re.a. Spa, dott. Filippo Nardi, uomo di sfondamento del più gentile (nelle movenze almeno) Dott. Enrico Bogazzi». Le associazioni riassumono la vicenda, dal caso banchine alla nomina del presidente dell'Autorità portuale. In uno dei documenti della diatriba, aggiungo le tre associazioni (che sostengono la candidatura di Elvino Vatteroni) riportano una frase di Filippo Nardi: «Per agevolare l'insediamento del Nuovo Pignone ad Avenza, in alternativa a una espansione a Livorno, abbiamo rinunciato a 11mila metri quadri di area retro portuale, compresi tutti i magazzini coperti, restringendoci in soli 7Omila metri quadri con una possibile riduzione del fatturato del 50% non compensati dal sub-affitto» e, aggiungono, «continua elencando i sacrifici che la Porto deve fare per questo "regalo" alla città. Fra questi sacrifici Nardi inserisce anche "che se i soci pubblici di A.re.a. spa dovessero vendere la loro partecipazione, ci troveremmo nella necessità di affrontare un altro investimento». Su questo punto, scrivono le associazioni: «Vorremmo ricordare al dott. Nardi che sta parlando di A.re.a. spa, azienda a maggioranza pubblica, da lui gestita come azienda di proprietà, tanto da fargli affermare di aver rinunciato a parte dei piazzali e dei magazzini, etc.». Un atteggiomento di arroganza, secondo le tre associazioni: «Sorprende il silenzio degli altri soci pubblici. L'opposizione, tace e non si capisce se è d'accordo con il sindaco, con la porto, o semplicemente ritiene la questione grave ma non seria. Nardi quindi minaccia di "non procedere alla realizzazione del rafforzamento del ponte sul Carrione, il cui onere ci eravamo offerti di assumere a seguito della manifesta impossibilità per il Comune di Carrara di far fronte all'impegno a suo tempo sottoscritto". Ci permettiamo rilevare che se il Comune di Carrara (e gli altri soci pubblici) avesse preteso una diversa e più corretta gestione di A.re.a. Spa, probabilmente oggi non sarebbe a mendicare un aiuto al socio privato». Per questo, proseguono, «Ci permettiamo di richiedere al sindaco di fornire alla città tutte le informazioni per fugare ogni dubbio sull'attività di A.re.a. Spa, e sui contratti di affitto stipulati fra A.re.a. spa e Porto di Carrara Spa e fra Porto Spa e Nuovo Pignone. lnvocare presunti diritti alla riservatezza per evitare le risposte non fa che accrescere dubbi sulla correttezza di un'operazione che, mentre vede il coinvolgimento di più interessi, vede protagonista la solita persona, senza il rispetto formale delle procedure, come fatto presente in più occasioni. Si diano assicurazioni che non siamo di fronte alla solita gestione di società miste, in cui si fanno ricadere sul pubblico le perdite e sul privato gli utili, che magari servono per ricomprare la parte pubblica a prezzi di favore». E, come era ovvio dalla premessa, «Non crediamo alla sceneggiata messa in campo. Con questa sceneggiata si sono fatti passare (o si tenta di farlo) pericolosi messaggi quali la necessità di aiutare la Porto spa, continuando nel regalo dei piazzali antistanti il Porto e nella vendita (che serve ai soci pubblici) delle quote dei comuni di Carrara e Massa e della Provincia presenti in A.re.a. spa».
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