Il Tirreno

Sindacati e dipendenti accusano il presidente: «Non ci rispetta»

I lavoratori Asmiu contro Paolini

Il presidente dell’Asmiu Carlo Paolini contestato dai sindacati e dai suoi dipendenti
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Il presidente dell’Asmiu Carlo Paolini contestato dai sindacati e dai suoi dipendenti

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 MASSA. È ancora bufera tra Carlo Paolini, presidente dell'Asmiu, e gli operai dell'azienda di raccolta dei rifiuti di Massa. A scatenare l'assemblea dei lavoratori e le segreterie dei sindacti di Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica sono state alcune dichiarazioni del presidente che aveva detto che i massesi pagano alla «sua» azienda circa il 65% dei costi «per mantenere gli stipendi ai suoi dipendenti». I sindacati incalzano Paolini: «Dimentica che anche la sua retribuzione da presidente viene non viene erogata dallo Spirito Santo ma anche dagli stessi cittadini, anche se lei dichiara di non essere ben retribuito in una situazione drammatica come presenta questo territorio con altissimo tasso di disoccupazione e cassintegrazione». E poi: «Tutto ciò perché era stata convovcata l'assemblea del personale per discutere su problematiche sulle quali al momento l'azienda non dà risposte», concludono Cgil, Cisl e Uil.  L'assemblea dei lavoratori invece invita il presidente «ad avere più rispetto per gli operai Asmiu, visto che in questi ultimi tempi non sa far altro che attaccarli in modo ingiusto e ingiustificato. Dimenticando che è stato il primo presidente nella storia dell'Asmiu, segretario di un partito politico (incompatibile con la carica che ricopre) che ha tolto soldi ai lavoratori, non era mai successo e creando disuguaglianze e ingiustizie. Ci sembra giusto ricordare alcune situazioni come quella accaduta quest'estate in piena stagione estiva dove causa problemi di Cermec ed ErreErre con conseguente chiusura dell'impianto i lavoratori di Asmiu si sono prodigati per giorni a raccogliere tonnellate di rifiuti fuori dai cassonetti e non abbiamo fatto pesare sugli utenti e turisti più di tanto la grave situazione che si era creata».

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