Trasporti
Panariello, serata magica
Cinzia Carpita
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Giorgio Panariello mattatore e promotore della serata «La fine del mondo? Costruire dove non si deve»
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MARINA DI CARRARA. «Grazie Carrara»: a mezzanotte Giorgio Panariello saluta il pubblico: «L'incasso esatto ancora non lo so (si parla di 100mila euro, ndr), ma lo diremo a giorni, mi faccio garante personalmente, ma penso che sarà tanto visto in quanti siete». Sul palco a fine spettacolo Marcello Lippi e il sindaco Angelo Zubbani, l'epilogo di una grande serata di spettacolo e solidarietà. Alle 21 si spengono le luci; nelle prime file, per una volta, non solo autorità, ma anche normali cittadini, che hanno bruciato sul tempo i politici nell'acquisto dei biglietti, tutti rigorosamente non omaggio. In prima fila, accanto al sindaco di Carrara Angelo Zubbani c'è l'ex ct della Nazionale Marcello Lippi, che a fine serata riceve l'incasso e che sarà il garante della destinazione finale in favore della ricostruzione del nuovo polo scolastico di Aulla, nell'area ex ferroviaria dove ora gli alunni fanno lezione in container. Sottolinea l'ex tecnico azzurro Lippi: «Questi sono messaggi importanti per tutte le persone che hanno vissuto momenti drammatici, sono messaggi di sostegno per far sentire alle persone che tutti sono loro vicini con il cuore». Dal palco parte la musica della canzone "Se stasera sono qui", che ricalca il titolo della serata "Se stasera siamo qui", poche note, poi il musicista Dino Mancino, lancia una musica sfrenata. Tutti capiscono che sta per arrivare il mattatore della serata Giorgio Panariello. Una voce lo annuncia, e compare, accompagnato da un fragoroso applauso. «Siete convinti di essere venuti qui per assistere a uno spettacolo, in realtà siamo noi venuti qui per assistere allo spettacolo, il vero spettacolo siete voi perché siete tanti». Poi una carrellata di battute di uno showman in forma strepitosa: «Lo sapete perché i Maya dicono che nel 2012 ci sarà la fine del mondo? Perché gli è finito il calendario». E subito, un richiamo forte, pungente, sul tema della serata, l'alluvione: «Ma la fine del mondo ce la facciamo noi a costruire dove non si deve... Si sradicano gli alberi, se Dio ha messo le radici agli alberi, una ragione ci sarà». Poi a ruota libera, si vira sulla crisi economica, con una serie di gag e di battute, frecciate e ironia per l'Europa ma anche per l'Italia. Una risata dopo l'altra, lo showman è davvero in formissima. Entra in scena anche Renato Zero e comincia a cantare il Carrozzone. Parte un applauso clamoroso, fortissime le urla del pubblico, che canta insieme all'artista. Alla fine della canzone, Renato Zero inizia a parlare: «La vita spesso è incomprensibile, astrusa, distante. Ma in certi casi giusta. Dipende dalla nostra memoria. Quando si ha buona memoria si torna nei luoghi dove si è stati sereni. Questa Versilia mi ha dato grandi momenti. Ma non avere qui con noi Sergio Bernardini è una grande assenza». Poi Renato Zero va al cuore di tutti. E parla di un «ragazzo che ci ha lasciato per andare ad essere più accarezzato e più compreso in un altro universo. Mi riferisco a Franco Panariello». Parte un nuovo applauso e tutta la gente si alza in piedi. «Questo applauso - Renato Zero guarda dietro le quinte - va condiviso con Giorgio per la sua grande forza che lo ha portato ad essere qui questa sera». Poi rivolto al comico: «Noi abbiamo bisogno di te, grazie di essere come sei». Zero accenna poi allo scopo della serata. «Mi trovo molto in sintonia con lui ed in questi casi il nostro mestiere diventa una grande opportunità, questi biglietti hanno un valore inestimabile, è un traguardo essere qui, che questo biglietto in piccola parte sia giustizia sia rinascita». Zero introduce Irene Fornaciari, applausi, e intona "Il mondo piange", a un certo punto si inserisce Zucchero sul palco e duetta con la figlia. Alla fine torna sul palco Panariello e dice a Zucchero: «Queste sono le tue zone», e Zucchero ribatte: «Questo evento doveva essere fatto da qualcuno, e chi meglio di te. È un po' che manco da Carrara, ma sono cresciuto qua, dove ho dei ricordi bellissimi, con il mio piccolo aiuto, se posso contribuire»; altro applauso. Poi si siede prende la chitarra e attacca "Il suono della domenica". Riecco Panariello, una gag di Naomo: «Mi sono comprato una villa... Villafranca». Riprende a cantare Renato Zero, "I migliori anni della nostra vita", e aggiunge «I migliori anni saranno quelli che riusciremo a passare a casa, domani»; la gente è tutta in piedi e allora commenta: «Giorgio, guarda cosa hai combinato stasera». È il momento di Andrea Bocelli, intona "Nuovi cieli azzurri", «Un augurio: che quello che è accaduto non accada mai più». Applausi scroscianti. Come noto, l'incasso della serata contribuità alla realizzazione del nuovo polo scolastico ad Aulla, in un'area dove ora gli alunni fanno lezione in container. A fine serata, sul palco anche una rappresentanza del mondo del volontariato, «Ci sono sempre dove c'è bisogno». Prima di tutti, Giuseppe Marrani, l'ingegnere responsabile della protezione civile di Carrara.
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