Il Tirreno

«Le nostre case in balìa dei ladri»

Allarme furti nelle case: impennata nelle ultime settimane
◗
Allarme furti nelle case: impennata nelle ultime settimane

Lo sfogo della delegata del sindaco Angelotti: adesso basta

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. «Nel giro di un mese hanno rubato in sei abitazioni nella strada dove abitiamo io e la mia famiglia. Qualcuno è stato visitato dai ladri due volte, altri sono stati picchiati e altri ancora si sono visti portare via i ricordi di una vita. È un incubo, bisogna fare qualcosa perché noi non ci sentiamo più sicuri a casa nostra». Lo sfogo è di Cinzia Angelotti.  Il delegato del sindaco Pucci per Marina ha subito in prima persona un furto e per questo sente il problema sicurezza sulla sua pelle: «Ci hanno preso le nostre cose e dobbiamo dirci fortunati perché nessuno di noi si è fatto male. Ma mi hanno portato via la fede, sono sposata da 35 anni e questo gesto mi ha ferito profondamente». Eppure Angelotti pensa agli altri: «Una donna è stata picchiata in casa, anche quella ragazza di Parma rimasta in balia di cinque albanesi se l'è vista brutta. Non è possibile che le nostre abitazioni siano diventate così fragili e vulnerabili. Perché?».  Non basta chiedersi solo il perché, bisogna trovare le soluzioni. E Angelotti lo sa: «Il sindaco Pucci ha chiesto alle forze dell'ordine maggiori controlli, ma anchje polizia e carabinieri più di tanto non possono fare. Si è parlato tanto di sicurezza, ma dov'è la sicurezza. Non parlo solo di Massa o di Marina, mi sembra che il problema sia generale, basta leggere i giornali o guardare la televisione per rendersene conto».  Angelotti e la sua famiglia dopo il furto («ci ha sconvolto la vita») hanno cambiato abitudini: «Prima rientravo a casa tranquillamente di sera, adesso non ce la faccio perché ho paura. Ho messo il cane in casa, prima lo tenevo in giardino, perché così mi sento un po' più tranquilla». Dalle sue paure personali il delegato allarga il discorso agli altri, come è normale che sia visto l'incarico che ricopre: «La titolare della gioielleria rapinata qualche settimana fa a Marina l'ho vista piangere con i miei occhi. Era disperata perché si è vista portare via quello che aveva fatto con tanti sacrifici, non sa neppure se potrà rialzarsi dopo questa botta. Bisogna fare qualcosa, bisogna dire che di questi tempi occorre tenere gli occhi parti e non fidarsi di nessuno. È meglio qualche precauzione in più che una in meno. Anche le istituzioni devono far passare il messaggio che la sicurezza bisogna garantirsela con le proprie forze. Io faccio così da quando mi sono entrati in casa e mia figlia ha evitato di entrare in contatto con i malviventi per una fortunata coincidenza (era in bagno)».  Poi l'amara conclusione: «Nella strada dove abito, nel centro di Massa, i ladri sono venuti sei volte nel giro di un mese. Io prima mi sentivo libvera, adesso non più. Serve un messaggio forte per sensibilizzare l'opinione pubblica. Non si tratta di razzismo, perché i malviventi non appartengono ad alcune etnie in particolare, si tratta di tenere gli occhi aperti. E i numeri sono qui a dimostrarlo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web