Sicurezza
«Vadano a casa tutti gli indagati»
Fli chiede pulizia, Benedetti (Pdl) la testa di Andreani
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MASSA CARRARA. Tutti a casa, a cominciare da Marco Andreani. Dal centrodestra si alza con forza la richiesta di dimissioni degli amministratori coinvolti nell'inchiesta su Cermec-ErreErre. I "finiani" di Futuro e Libertà «esigono» le «immediate dimissioni» di coloro che svolgono incarichi istituzionali a partire dal vice-presidente del consiglio provinciale Ezio Ronchieri, vice-segretario del Pdl e segretario dell'ex ministro Matteoli; e di Marco Andreani, presidente del consiglio comunale di Massa e presidente provinciale dell'Api. Dimissioni poi «per Lucio Barani, parlamentare Pdl, sospensione dal servizio per Carlo Righini, funzionario dell'Arpat, istituto che tra l'altro ha avallato l'insediamento del Nuovo Pignone, e dimissioni per tutti gli amministratori Cermec ed ErreErre coinvolti. Mentre tutta la politica di destra e sinistra vuole coprire questo scandalo, Fli pretende che, in attesa di chiarimenti, vengano sospesi gli stipendi e compensi pubblici per gli indagati: non può finire in una bolla di sapone come l'inchiesta Asl». Futuro e Libertà sostiene poi che il coinvolgimento di Michele Del Freo, figura di spicco di quel Psi «evidenzia la trasversalità della politica apuana che coinvolge in scandali pubblici esponenti di primo piano del centro-destra e del centro-sinistra». A chiedere le dimissioni di Marco Andreani è anche Stefano Benedetti (Pdl). Lo fa in una lettera indirizzata al sindaco e ai capigruppo consigliari in cui sostiene che «le accuse mosse ad Andreani sono di una gravità estrema e si riferiscono ad ipotetici reati compiuti quando egli era già presidente del consiglio comunale». "Necessarie", quindi, le sue dimissioni «soprattutto per evitare che il consiglio comunale si trasformi in una barzelletta e perda credibilità e immagine».
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