Il Tirreno

Ristoranti di lusso e perizie false

Claudio Figaia
<b>LA PROCURA. </b>Qui sono depositati i faldoni dell&#146;inchiesta
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LA PROCURA. Qui sono depositati i faldoni dell’inchiesta

Le accuse della procura in sedici faldoni e centinaia di intercettazioni

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 MASSA. Sedici faldoni in cui gli stessi avvocati stentano a raccapezzarsi, centinaia di ore di intercettazioni telefoniche sbobinate e messe agli atti dell'accusa, decine di testimoni che, con ogni probabilità, saranno chiamati a deporre se e quando si arriverà al processo. Ha dimensioni maxi l'inchiesta su Cermec - o meglio sulla nascita e la "malagestio" di ErreErre - condotta dalla procura di Massa e dai carabinieri del Noe.  Un'inchiesta che, ovviamente, cerca di accertare reati di natura penale, ma che si intreccia a doppio filo con la politica. Perchè alcuni degli indagati sono "politici" e perchè la vicenda rimanda direttamente a come la politica gestisce e controlla le società che essa stessa crea e finanzia (con i soldi dei contribuenti). È fin troppo ovvio domandarsi come i sindaci di Carrara e Massa, azionisti di controllo di Cermec e di maggioranza di ErreErre, non siano stati in grado di rendersi conto che qualcosa non andava. Non che si stessero commettendo reati (per ora solo presunti). Ma, almeno, le magagne dell'operazione ErreErre, evidentissime - due per tutte: l'impianto che doveva consumare 50-60 metri cubi di gas al giorno è nato senza allaccio alla rete del metano; l'opera è stata costruita su una zona da bonificare - dovevano suonare come un campanello d'allarme. E indurre i nostri amministratori a intervenire prima.  Gli indagati, intanto si difendono. Marco Andreani parla apertamente vedi pagina a fianco ndr.) di errori della procura; mentre c'è chi fa notare l'incongruenza delle accuse rivolte a Marco Betti. Indagato perchè in qualità di assessore regionale alla Difesa del suolo avrebbe sollecitato indebitamente l'erogazione di finanziamenti a ErreErre. In cambio dell'assunzione del figlio in Delca. Betti, però, è stato assessore dal 2007 al 2010, mentre il figlio è stato assunto il 14 settembre 2006.  Ma dalle carte dell'inchiesta emergono altri particolari. Come il reato di "frode nelle pubbliche forniture" contestato a Domenico Del Carlo (amministratore di ErreErre e di Delca), Luciano Bertoneri (presidente di ErreErre e Cermec), Gianpiero Squaglia (direttore dei lavori per le opere elettromeccaniche), Piero Pregliasco (direttore dei lavori per le opere civili). I quattro vengono accusati di avere fornito macchinari e impianti per un valore di 6 milioni e 313mila euro; macchinari che, invece, avrebbero dovuto costare, in base al contratto stipulato, 9,6 milioni di euro. E così per le opere civili (capannone, servizi, spogliatoi, sistemazioni esterne): i lavori dovevano valere 6,2 milioni, ma quelli realizzati effettivamente valevano 5 milioni.  Poi c'è il presunto falso ideologico dell'ingegner Carlo Grassi, il quale dichiara (davanti al tribunale di Pisa) di avere, con la sua perizia che serve a liberare i contributi della Regione, "bene e fedelmente adempiuto all'incarico affidatomi al solo scopo di far conoscere ai giudici la verità". Solo che, sostiene la procura, quella perizia firmata da Grassi era stata in realtà materialmente redatta da Augusto Cardinotti, direttore di Delca e membro del Cda di ErreErre.  E, ancora, i benefit di Domenico Del Carlo: cene e pranzi al Bistrot o da Henry a Forte, Da Riccà a Marina (tra cui 700 euro per un pranzo della Massese) fatti figurare cone spese di rappresentanza di ErreErre. E che, invece, secondo l'accusa, erano regalie che Del Carlo distribuiva a vari personaggi, o ricevute di pasti mai consumati. Un conto di 35.385 euro.

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