Trasporti
La Mobile arresta un boss della camorra
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Antonio Corcione L'uomo si era stabilito a Massa da tempo. Deve scontare 10 anni di carcere
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MASSA. Voleva cambiare vita, stava rigando dritto perché aveva deciso di mettere una pietra sopra il suo passato malavitoso. Ma ieri mattina la squadra mobile, guidata da Antonio Corcione, ha bussato alla porta di casa e gli ha ricordato che doveva scontare altri dieci anni di carcere per un omicidio che aveva commesso a Napoli per una faida di stampo camorristico. Lui, la questura non ha rivelato il nome per motivi investigativi, non ha opposto resistenza e si è consegnato agli agenti. L'arresto detto così può sembrare facile, ma non è stato così. Dopo una serie di ricerche in varie abitazioni, la polizia lo ha trovato in casa di alcuni amici. Non stava scappando. Si tratta di un elemento di spicco della criminalità organizzata campana, facente capo a sodalizi camorristici, contrapposti in una serie di faide per il controllo del territorio e la gestione degli affari illeciti, operanti nelle zone della provincia di Napoli. Il provvedimento di carcerazione eseguito ieri mattina è stato emesso dalla procura generale di Napoli, a seguito di sentenza di condanna definitiva a 10 anni di carcere per i delitti di concorso in omicidio aggravato e associazione camorristica. Il boss, cinquant'anni di età, ha un curriculum criminale di tutto rispetto: si era stabilito da tempo nella nostra provincia, senza però mai tenere comportamenti che avrebbero potuto attirare l'attenzione delle forze dell'ordine. Voleva cambiare vita, ma temeva quella condanna. Gli uomini della squadra mobile a seguito di controlli incrociati e delle conseguenti investigazioni e servizi di osservazione e controllo lo hanno individuato in un'abitazione del centro cittadino e hanno fatto scattare le manette. Adesso si trova in carcere. Ai poliziotti ha detto: ho sbagliato, è giusto che paghi.
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