Il Tirreno

Guerra nel Pd per il dopo-Caleo

Una veduta di Sarzana e il sindaco Massimo Caleo
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Una veduta di Sarzana e il sindaco Massimo Caleo

Uno schieramento chiede più dibattito sull'urbanistica

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 SARZANA. A Sarzana la guerra interna al partito democratico è ripresa con il nuovo anno. Due opposti schieramenti che si rifanno, a grandi linee, anche alle due mozioni del Pd ante Bersani segretario: da una parte i "Bersaniani" e dall'altra i "Franceschiniani". Ma ora la posta in gioco è il futuro del comune, in pratica il dopo Caleo, visto che l'attuale sindaco è al secondo mandato e quindi prossimo al capolinea in qualità di primo cittadino della cittadina. Questo fronte (che potrebbe diventare qualcosa di più strutturato) è formato dall'attuale presidente del consiglio comunale di Sarzana Paolo Mione, l'assessore regionale (ed ex sindaco di Sarzana) Renzo Guccinelli, il Presidente dell'autorità Portuale della Spezia (anch'egli ex sindaco di Sarzana) Lorenzo Forcieri, l'assessore ai lavori pubblici Massimo Baudone, il presidente di Confesercenti Fausto Mannozzi, il vice presidente della Provincia della Spezia Maurizio Giacomelli e con loro Boris Massini, Massimo Bettati, Luigi Bonotti, Fabio Boccardi, Matteo Bellegoni, Luca Comiti, Stefano Lodovici, Mario Romeo, Roberto Spinetta.  Questi in un documento chiedono, in sintesi, una conferenza programmatica per discutere del futuro della città, per un'amministrazione più trasparente, aperta e inclusiva,capace di avviare processi di programmazione e pianificazione sia nel settore urbanistico (in particolare piano Botta, progetto Marinella e progetto Tavolata) che culturale e turistico.  A questo ha risposto dapprima il vice sindaco Roberto Bottiglioni che ha ricordato di come la partecipazione sia sempre stata sostanziale negli ultimi anni su ogni argomento, in particolare sui temi scottanti dell'urbanistica.  «Mi è parso doveroso - così scrive il vicesindaco - intervenire sul documento predisposto da alcuni esponenti del Pd sarzanese perché ritengo che molti dei temi trattati fanno necessariamente parte della discussione che la giunta ha da tempo avviato con l'intera città, e quindi ovviamente anche con il Pd, mettendo a disposizione di tutti una proposta di linee guida per la redazione del Piano urbanistico comunale. Il tema generale proposto dai firmatari è quello riguardante il futuro e le prospettive di Sarzana e la necessità che le conseguenti scelte vengano assunte all'insegna di una partecipazione sostanziale e non "prese in solitudine e calate dall'alto". Su quest'ultimo punto credo di poter affermare, senza tema di smentite, che non vi è mai stato un dibattito reale sulle questioni amministrative di maggior rilevo, come negli anni dell'amministrazione Caleo"».  E' arrivata anche la replica del segretario del Pd di Sarzana Stefano Ambrosini: «Apprendo dai mezzi di informazione che un gruppo di aderenti al Pd sarzanese ha deciso di dar vita ad un punto di aggregazione autonomo. Fa piacere a chi, come me, reputa il pluralismo una delle ricchezze del Pd. Stupisce, peraltro, che l'approfondimento politico-culturale si limiti alla critica rispetto a scelte dell'amministrazione comunale maturate negli anni e di cui sono stati compartecipi a sicuro titolo i promotori dell'iniziativa. Non nego la legittimità del cambiamento di idee ma, data la gravità della situazione economica e finanziaria del Paese che inevitabilmente si rispecchia nelle singole realtà locali, sinceramente speravo in qualcosa di più e di diverso».

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