Il Tirreno

La scelta contestata del partner privato nel 2003

E Vaira disse: «Delca scelta perchè ha il know-how»

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 MASSA. «Perché Delca? Perché è un partner che ha il know how ncessario, una società con cui già lavoriamo con vantaggio e con risparmio». Così Roberto Vaira, ai tempi presidente di Cermec, giustificava la scelta della società di Domenico Del Carlo come partner privato dello stesso Cermec per la costruzione dell'impianto ErreErre. Dichiarazioni che si prestano, oggi, a una qualche ironia: stando all'indagine della procura i "vantaggi" sbandierati da Vaira sono tutti per Delca (e per lo stesso Vaira) e niente per la collettività che quell'operazione ha comunque pagato. E il "risparmio" suona perlomeno come una presa in giro.  ErreErre (Recupero-Risorse) nasce il 22 maggio 2003, con 200 milioni di euro di capitale. La società ha l'obiettivo di costruire un impianto per trattare le frazioni secche dei rifiuti urbani trasformandole in termocombustibili, da bruciare in centrali che si trovano in varie parti d'Italia. Un affare - si dice - per il Cermec, che in questo modo ottiene un controllo sul ciclo dei rifiuti e, quindi, sui costi e sulle tariffe. Un affare, chiaro, anche per Delca, società che già possiede a Gallicano (provincia di Lucca) un impianto "gemello" di trasformazione di questo genere (VerdeAzzurro, si chiama).  Tutto ciò avviene - però - senza una gara pubblica: su semplice proposta di Delca, che Cermec accetta. Delca e Cermec, del resto sono già clienti: Delca è il principale fornitore di servizi del consorzio pubblico dei rifiuti. E un'inchiesta - un'altra inchiesta - della procura sta indagando gli amministratori delle due società per un giro milionario di false fatturazioni e frodi fiscali.  Il mancato ricorso alla gara viene avallato da autorevoli esperti di diritto societario, tra cui l'avvocato Sergio Menchini, ma fa storcere il naso a qualcuno. Luigi Badiali, ai tempi consigliere comunale dei Ds, conduce una tenace ma soccombente battaglia contro ErreErre. Le forze politiche si dividono, si spaccano anche i Ds in consiglio comunale e in Provincia. Siamo alla vigilia delle elezioni per il sindaco e per Palazzo Ducale, il primo cittadino uscente Roberto Pucci (anche allora) riceve una lettera di intenti di Vaira che lo informa della intenzione di dare il via all'operazione. Lettera a cui Pucci non dà risposta e che pare essere l'unico atto ufficiale di "informazione" all'azionista Comune da parte del Cda di Cermec.  Una relazione delle commissioni consigliari Finanza e Ambiente del Comune di Massa stigmatizzerà - a posteriori - «l'operato del Cda del Cermec che ha avallato la costituzione di Erre-erre con un percorso mal concordato con i Comuni di Massa e Carrara e senza darne notizia alla Provincia».  L'operazione ErreErre, comunque, parte. E non arriva mai: l'impianto già in parte collaudato, non entra mai in funzione a regime, la società va in fallimento, i suoi amministratori e soci finiscono sotto inchiesta. C.F.

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