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Andreani: accuse frutto di ignoranza Picchi: mi ascoltino

<b>IN DIFESA. </b>Marco Andreani respinge le accuse della procura: &laquo;Come presidente non ho poteri&raquo;
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IN DIFESA. Marco Andreani respinge le accuse della procura: «Come presidente non ho poteri»

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 MASSA. «Sono completamente estraneo alle gravi accuse mosse che mi vengono mosse. Spero che la magistratura riesca a chiarire vicende e responsabilità, correggendo gli errori commessi». Marco Andreani, esponente dell'Api - già a processo per peculato in relazione all'utilizzo dei cellulari - e presidente del consiglio comunale di Massa si difende, «con angoscia», specifica, dagli addebiti dei pm che conducono l'inchiesta su Cermec-ErreErre.  «Vengo coinvolto - dice - per la mia funzione istituzionale che credo di aver svolto in questi anni bene e nel rispetto di tutti. Una funzione che, evidentemente non è noto a tutti, è autorevole ma solo rappresentativa e legata alla conduzione del consiglio comunale. Una funzione che non mi dà alcun potere decisionale, autonomo e arbitrario, rispetto alle proposizioni che vengono portate in aula, comunale, se non con il voto, al pari degli altri consiglieri».  Sostenere dunque, argomenta ancora, «che mi sarei prestato a gestire l'ordine del giorno del consiglio in funzione degli interessi di Erre Erre rivela ignoranza del funzionamento dell'organo. L'inserimento degli argomenti all'ordine del giorno non rientra fra i poteri del presidente, bensì, tra quelli del sindaco e della giunta dovendo poi trovare l'approvazione nella conferenza dei capigruppo e il parere della commissione consiliare specifica».  «Assurda», poi l'accusa «di aver fatto opera di convincimento verso il sindaco (non capisco a quale fine) a favore dell'impianto ErreErre. Ciò non è avvenuto e non poteva avvenire». «Non ho mai percepito alcun vantaggio per il servizio reso. Mai ho ricevuto denaro o cose per fare il mio dovere», conclude.  Si difende anche Valter Picchi, assessore all'Ambiente alla Provincia di Pisa. «Sono stupefatto e indignato», dichiara, «per la sola contestazione che mi viene mossa nell'inchiesta massese, ovvero quella di aver fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata a commettere truffe e corruzioni, visto che, fra l'altro e significativamente, nessun fatto di truffa e tanto meno di corruzione viene riferito alla mia persona. Nella vicenda ho sempre agito nell'esclusivo interesse pubblico e della pubblica amministrazione che rappresento, senza mai avere di mira interessi privati miei o di altri. Non appena avrò avuto modo di esaminare gli atti d'indagine, e capito quindi che cosa in realtà mi viene rimproverato, è mia intenzione chiedere alla procura di essere ascoltato, per chiarire al più presto la mia posizione».

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