Il dolore
Sangue «internazionale», Avis in festa
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La donazione della cittadina romena residente a Casola Nella sezione di Casola aumentano le donazioni di stranieri
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CASOLA. Consuntivo per la sezione Avis, presieduta da Fernando Mosti. «Nella nostra sezione - esordisce Mosti - nel 2011 il rapporto tra numero di donatori e numero di abitanti è stato dell'11,2%, a fronte di una media nazionale che non supera il 4%. Nel 2011 inoltre presso il Centro trasfusionale dell'ospedale di Fivizzano, grazie alla direzione sanitaria dell'Asl 1 Massa Carrara e al primario Fausto Pecori, il Centro è stato aperto anche la domenica. Casola in questi ultimi anni è diventata una comunità multietnica. Per questo ci siamo impegnati per favorire l'integrazione, la conoscenza e l'importanza della donazione verso i cittadini stranieri, provenienti da tutti i continenti: ricordo il dono del sangue da parte di un 18enne della seconda generazione, quella nata in Italia. La donazione ci rende tutti uguali, donando se stessi si acquista la consapevolezza di essere cittadini dello stesso mondo. Ogni popolo ha la sua cultura e tradizione, ma nella storia del mondo la cultura del dono è essenza di vita. La festa dell'ultimo dell'anno per la comunità avisina di Casola è stata una festa con un valore aggiunto: la donazione di una cittadina romena residente da due anni a Casola, Silvia Raducu, nata a Bucarest, per tutto il tempo del dono è stata seguita dal dott. Di Roma e dall'infermiera Rita Galli. Desideriamo ringraziare tutti i donatori e le donatrici, il Gruppo Avis Giovani, il primario, dott. Fausto Pecori e tutti i suoi collaboratori del Centro trasfusionale, e per finire tutta la comunità di Casola che ci ha aiutato nella promozione del dono con un minuzioso passaparola, e che ci è stata vicino e, mese per mese, e non fa mai mancare il suo importantissimo contributo di braccia aperte».
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