Il Tirreno

ASSOCIAZIONI E SINDACATI

«Non è così che si batte la crisi»

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 MASSA. Mentre la Regione Toscana si mette "di traverso" e al grido di "non è il consumismo la risposta adeguata alla crisi", prepara un ricorso alla Consulta contro il decreto Monti (sostenendeo che le competenze in questa materia spettano alla Regione e non allo Stato), le associazioni dei commercianti si dividono.  Ascom-Confcommercio, ad esempio, non si mette "di traverso". «Il mondo va in questa direzione - fa osservare Umberto Sarto, dirigente dell'associazione - e non ci pare che si possa fermarlo. Siamo convinti che si debba trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dei consumatori e quelle dei commercianti, ma non credo che questo punto lo si possa trovare mettendo dei limiti troppo rigidi. L'accordo, sofferto, raggiunto nel 2009 a Massa, va in questa direzione».  Ben diversa l'analisi di Paolo Arpagaus, Confesercenti. «L'esperienza della liberalizzazione delle aperture in questa zona ci insegna che le opportunità vengono sfruttate dalla grande distribuzione, mentre i medio-piccoli fanno fatica a reggere il passo: per loro sopportare i costi e i sacrifici di orari più lunghi è davvero difficile. E poi non condividiamo l'opinione secondo cui più si sta aperti, più si consuma. Al limite si spostano i consumi. Se uno compra il sabato notte, non comprerà il sabato mattina, e viceversa. No, è un modo sbagliato di concepire la competitività. Soprattutto di questi tempi: non vedo grandi file in attesa che i negozi aprano».  Per Arpagaus il modello americano dell'apertura 24 ore su 24 non si attaglia al nostro paese. «Credo che queste misure siano un colpo al piccolo commercio su cui si regge parte dell'economia del nostro paese. Le normative finora in vigore sono a maglie molto ampie e hanno generato precarietà nella grande distribuzione, con il proliferare di contratti atipici e a termine». Non credo, conclude Arpagaus, che «la liberalizzazione delle aperture sia il modo più efficace per aiutare il commercio».  Tesi, quest'ultima, condivisa da Sarto (vedi articolo a fianco ndr.) e anche dal sindacato: «A Carrefour - dice in proposito Stefano Nicoli di Filcams Cgil - continua la cassa integrazione e mi pare che ci sia sofferenza anche nei negozi del Centro commerciale. Non è restando più aperti che si sconfigge la crisi».

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