La manifestazione
Manca il riscaldamento, detenuti in rivolta
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Il carcere di via Pellegrini è in subbuglio Da due giorni chi si trova dietro le sbarre fa lo sciopero della fame
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MASSA. Il carcere di Massa è nel caos. I detenuti negli ultimi giorni hanno rispedito al mittente il carrello con il cibo e di fatto stanno facendo lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a vivre: manca il riscaldamento da più di un mese e gli alimenti che arrivano nelle celle sono praticamente immangiabili. Non è ancora rivolta, ma poco ci manca. E il rifiuto di mangiare è il segnale che qualcosa sta covando tra i detenuti. Sono le famiglie di chi si trova nel carcere di via Pellegrini a segnalare questa ennesima situazione di disagio vissuta nella casa circondariale di Massa. Genitori, mogli e compagne di chi si trova dietro le sbarre lanciano l'appello per cercare di risolvere, almeno in parte, il disagio che stanno provando i loro cari. Qualche settimana fa, una mamma che aveva i suoi due figli in prigione disse ai giornali di averli trovati in una situazione scioccante: mancava l'acqua per lavarsi, il cibo di scarsa qualità, persino i prezzi dello spaccio troppo elevati. E come se non bastasse c'erano soltanto quattordici tavoli nella sala dei colloqui per 260 detenuti. Nessuno di questi problema è stato risolto, anzi si è aggiunto quello del riscaldamento. La situazione nella casa circondariale di via Pellegrini è a dir poco esplosiva. Lo sciopero della fame potrebbe essere il primo atto di una serie di proteste che potrebbero vedere la luce di qui a brevissimo tempo. Alcune famiglie dei detenuti - che hanno chiesto l'anonimato - hanno detto che già da domani potrebbe esserci un primo atto contro la direzione del carcere. Quale? Al momento non è dato sapere. Certo che qualunque cosa decideranno i detenuti il loro intento è di far conoscere all'esterno il disagio che stanno vivendo: «D'accordo che hanno sbagliato, ma non è giusto punirli una seconda volta», dice la sorella di un carcerato particolarmente preoccupata per quello che potrebbe succedere.
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