Sicurezza
Caffaz si avvicina a Zubbani
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Simone Caffaz e, sopra il Comune Farà una lista civica: «Nel centrosinistra più disponibilità al dialogo»
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CARRARA. La campagna elettorale è nel vivo. A Simone Caffaz, consigliere comunale di Carrara prima di tutto, presidente dell'Accademia di Belle Arti e di Italia Futura Carrara-Lunigiana, facciamo presente che a noi risulta che l'associazione Carrara prima di tutto formerà insieme a Carrara Vive ed altre associazioni una lista. Le cose stanno così? «Al momento - risponde Simone Caffaz - non c'è ancora niente di certo. A Italia Futura hanno aderito, a livello personale, molti esponenti delle associazioni citate e di molte altre. Non è escluso che la convergenza di ideali possa trasformarsi anche in un momento elettorale comune. Per ora mi limito a citare i dati di fatto. Come ha specificato recentemente il presidente Montezemolo, Italia Futura rimane un'associazione culturale che non parteciperà alle elezioni amministrative della prossima primavera alle quali potrà portare però un proprio contributo di idee e di uomini. Escludo quindi che possa esserci una lista politica di Italia Futura ma non che non possa esserci una lista civica con un richiamo ai valori dell'associazione. Della sua composizione ne stiamo parlando assieme ai tanti amici che stanno condividendo il progetto». Ma sarete pro o contro Zubbani? «Due anni fa, in un'intervista, affermai che in un momento di crisi come quello che il Paese e la città stavano vivendo era necessario superare i tradizionali steccati partitici e di schieramento e riunire tutte le persone di buona volontà in un progetto dall'alto valore politico e istituzionale. Sulla base di questi stessi principi è nato poco più di un mese fa il governo Monti. Penso che la mia analisi abbia in parte anticipato quanto accaduto a livello nazionale. Non era neanche così difficile anticiparlo perché la storia ci insegna: nei momenti critici o le principali aree politico-culturali si assumono la responsabilità delle decisioni oppure si fa la fine della repubblica di Weimar. Dopo due anni devo ammettere che nella nostra città più le forze del centrosinistra che quelle del centrodestra hanno dato una lettura corretta della situazione e si sono dimostrate disponibili al dialogo». Quindi? «Continuiamo a dialogare e poi vedremo». Dopo tre legislature all'opposizione si dice che non si presenterà come candidato. Quale ruolo immagina per la vostra lista? «Non mi ripresenterò perché in questi 14 anni penso di aver dato tutto quello che avevo come consigliere comunale e quindi penso che un ricambio sia utile. Ritengo che la nostra debba essere una lista trasversale ai partiti tradizionali e che esalti la civicità. Deve avere un particolare appeal nell'elettorato moderato, senza disdegnare quello progressista. Insomma mi piacerebbe che fosse l'embrione di un futuro grande movimento lib-lab». Quali argomenti portati avanti dall'opposizione cercherete di far passare nelle linee programmatiche della giunta? «Non diamo niente per scontato nel quadro delle alleanze perché nella politica finché non ci sono le firme è bene essere prudenti. Nel 2007 il 90% del mio programma e di quello di Angelo Zubbani erano speculari e soprattutto sui grandi temi: porto, cave, cultura, sviluppo del territorio. Ci differenziavamo nella gestione delle partecipate ma ormai su questo tema viene deciso tutto da Roma e quindi c'è poco da differenziarsi. Penso che una nostra lista faciliterebbe la coalizione di centrosinistra nel dialogo con alcuni settori della città, specialmente con quelli produttivi». Passiamo all'Accademia: era stato preannunciato un progetto di restauro dei gessi di Canova, a che punto siete? Avete definito il piano di esposizione? Il progetto sta andando avanti, pur nelle difficoltà economiche e di spazi. Lo sta facendo grazie a una partnership tra pubblico e privato assieme a Fondazione Crc e Comune che ha dimostrato di funzionare con D'Après Canova. L'obiettivo della prossima estate è quello di unire alla mostra di Palazzo Binelli, dedicata agli allievi dell'800, una a Palazzo del Principe dedicata ai maestri e quindi Canova, Thorvaldsen e Bartolini». M.B.
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