Il Tirreno

Biomasse, più calore e risparmio

Una centrale a biomasse (foto d’archivio)
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Una centrale a biomasse (foto d’archivio)

Riscalderà le nuove scuole la centrale realizzata a fianco del Comune di Mulazzo

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 MULAZZO. «Anche una centrale a biomasse nel cammino che porta alla ricostruzione: non sarà semplice visto che la strada è in salita e la fatica molta». Lo annuncia il sindaco Sandro Donati che aggiunge: «Lo spirito che farà da filo conduttore deriva dalla "green economy", ovvero l'essersi accorti che bisogna ripristinare l'equilibrio uomo-ambiente andato perso nel corso degli anni».  Proprio in questa direzione si sta muovendo l'amministrazione comunale, che ha intenzione di portare Mulazzo un passetto alla volta dentro quest'ottica. L'abbattimento dell'emissione di anidride carbonica nell'aria è una battaglia che si combatte ogni giorno, per questo motivo verrà installata dietro il palazzo municipale una centrale a biomasse.  Questa struttura, che in breve tempo verrà completata, permetterà si liberarsi di tutti quegli alberi trascinati a valle dalla forza dell'acqua e del fango staccatisi dalla montagna.  Il progetto che è stato presentato dall'amministrazione comunale e che ha sbaragliato altri 300 concorrenti nel bando indetto dalla Regione, consentirà di smaltire tutto il legname, ottenendo energia elettrica. La combustione delle biomasse libera nell'ambiente la quantità di carbonio assimilata dalle piante durante la loro crescita e una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. Le piante svolgono infatti l'importante funzione di "polmone verde" del pianeta riducendo l'inquinamento e l'anidride carbonica contenuta nell'aria. Le coltivazioni dedicate esclusivamente a produrre biomasse da destinare alla produzione elettrica non fanno eccezione a questa naturale caratteristica del mondo vegetale.  L'energia convogliata servirà per illuminare e riscaldare, grazie all'installazione di 5 caldaie, le nuove scuole, in procinto di essere aperte alla fine di questo mese e gli uffici comunali.  «La cifra che andremo a risparmiare - dice Sandro Donati - è prossima ai 50mila euro. Un modo ottimale per liberarci dagli scarti che stanno ingombrando gli alvei dei nostri fiumi e torrenti, e che rischiano di diventare una potenziale minaccia in caso di pioggia. C'è bisogno di una nuova politica, bisogna tornare a curare i nostri fiumi e che la montagna non sia abbandonata a sé stessa, solo così si può conservare il territorio e valorizzarlo e farlo apprezzare a chi lo viene a visitare. Questa centrale creerà qualche posto di lavoro, la struttura potrebbe funzionare anche autonomamente, ma il fattore umano è comunque sia necessario. Abbiamo scelto questa forma di energia alternativa perché, rispetto alle altre, risultava la più economica e la più vicina alle nostre esigenze». Cr.B.

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